LE LINEE DI INDIRIZZO PER L'ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI IN TRENTINO

Le Linee di indirizzo per l'accoglienza in Trentino
Particolare attenzione viene posta alla tutela del minore e alla sua libertà di scelta

Mettere il minore al centro del progetto di accoglienza, salvaguardando la sua libertà di scelta, le sue attitudini, la sua complessiva tutela e, naturalmente, il suo contatto con la famiglia in patria.
Sono alcuni dei principi che stanno alla base delle Linee di indirizzo per la definizione del Protocollo di procedura per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Trentino. Le Linee di indirizzo sono state approvate oggi (23 marzo) dalla Giunta provinciale su proposta dell'assessore alla Solidarietà internazionale e Convivenza Lia Beltrami Giovanazzi. Il Protocollo di accoglienza verrà elaborato tenendo conto delle Linee di indirizzo individuate dalla Giunta e sulla base delle norme internazionali e nazionali vigenti.
I minori stranieri non accompagnati sono ragazzi provenienti da Paesi terzi giunti in Italia da soli con l’obiettivo in molti casi di trovare lavoro. In Trentino la maggioranza dei minori stranieri non accompagnati presenti al 31/12/2011 proviene dall’Albania, dal Kosovo e dal Bangladesh. Il 60% ha 17 anni, il 28% ha 16 anni e il restante 12% ha 15 anni. L’accoglienza media prevista per i minori entrati a 17 anni è di 10 mesi. Dal 2006 al 2010 la presenza media in Trentino di minori stranieri non accompagnati è stata di 69 unità.
I minori stranieri non accompagnati sono stati a lungo seguiti dai servizi sociali territoriali, in collaborazione con il terzo settore. In seguito il coordinamento della materia è stato affidato al Cinformi, che sta provvedendo a coinvolgere anche le associazioni dei “nuovi trentini” sul territorio con l'obiettivo di individuare anche delle famiglie affidatarie idonee.
Le Linee di indirizzo intendono assicurare al minore straniero non accompagnato la protezione e le cure necessarie al suo benessere. In particolare, si intende garantire al minore:

- il vitto, l’alloggio e i beni di prima necessità;
- il diritto alla salute;
- il personale utilizzo degli strumenti necessari per la telecomunicazione con la famiglia;
- la comprensione del progetto di accoglienza;
- il diritto di scelta sul proprio percorso di vita;
- la tutela legale;
- l’assistenza per la regolarizzazione del soggiorno e per l’eventuale domanda di asilo;
- un progetto individualizzato elaborato in base allo stato di bisogno;
- il diritto all’istruzione e alla formazione;
- la partecipazione alla vita comunitaria;
- la valorizzazione delle attitudini e delle potenzialità personali;
- la possibilità del rimpatrio volontario assistito.

Per quanto riguarda invece la fase di sperimentazione, si procederà alla riorganizzazione del sistema di accoglienza puntando su economie di scale per un'ottimale gestione e utilizzazione delle risorse e dei necessari servizi. Si intende tra l'altro rispondere miratamene alle diverse esigenze degli utenti, individuare ulteriori modalità per l’affido dei minori soli non accompagnati sulla base delle Linee guida per l’affidamento familiare in provincia di Trento, individuare e avviare una modalità di pianificazione del numero annuo di minori stranieri non accompagnati da accogliere in Trentino, definire la collaborazione con i soggetti del terzo settore e un protocollo di intesa interistituzionale per definire i rispettivi ruoli e impegni nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
La fase della sperimentazione durerà fino alla fine del 2012.
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