Minori stranieri non accompagnati 2013


Il ministero del Lavoro ha comunicato i dati (aggiornati al 28 febbraio) relativi ai minori stranieri non accompagnati (Msna) «presenti» o «irreperibili» sul territorio italiano. In totale sono 7.066, di cui 5.626 «presenti» (79,6%) e 1.465 di cui non si sa più nulla (20,4%). Sono in maggioranza maschi (93,9%), quasi la metà è formata da ragazzi di 17 anni (60,4%) e solo una piccola parte (0,4%) è costituita da bambini da zero a sei anni. Prima di far perdere le proprie tracce la maggior parte degli «irreperibili» era ospitato in «strutture» (1.403), 8 alloggiavano da «privati», mentre non ci sono informazioni per i restanti 29. Anche i «presenti» sono accolti per lo più in «strutture» (4.587), a seguire ci sono i «privati» (706) e infine i «non comunicati» (333). I loro Paesi di provenienza sono principalmente Bangladesh (1.660), Egitto (1.058), Albania (763) e Afghanistan (902). Le regioni che ospitano il numero più alto di Msna sono Lazio (1.582), Sicilia (1.235) e Lombardia (796). Sono 287, inoltre, i minori stranieri non accompagnati che hanno formalizzato la richiesta di protezione internazionale.

Ma chi sono questi minori? Perché arrivano in Italia? Quali diritti hanno? Per inquadrare al meglio la questione, riportiamo di seguito una serie di risposte utili a dissipare qualche dubbio.
Quali diritti per i minori stranieri?
I minori stranieri, anche se entrati in Italia irregolarmente, sono titolari di tutti i diritti sanciti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989. Tra questi diritti ci sono: quello all’istruzione, all’assistenza sanitaria, al collocamento in un luogo sicuro, alla tutela quando i genitori non sono in condizione di esercitare la potestà genitoriale, all’unità famigliare e all’affidamento se privi di un ambiente famigliare idoneo.
Chi sono i minori stranieri non accompagnati?
Per minore straniero non accompagnato «si intende il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell’Unione Europea che, non avendo presentato domanda di asilo politico, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano».
Perché partono verso l’Europa?
Le motivazioni vanno da quelle economiche a quelle legate a conflitti e persecuzioni nei Paesi di origine o a catastrofi naturali, ma spesso si intrecciano tra di loro. Dal Bangladesh, ad esempio, si parte per motivi economici, ma anche per i problemi ambientali di cui è afflitto il Paese. Dall’Egitto, sia per motivi economici che per quelli politici (talvolta anche per sfuggire alla leva obbligatoria). Per la guerra, ma anche per ragioni economiche, si abbandona il Mali, la Somalia e l’Afghanistan. I minori di quest’ultimo Paese, che arrivano in Italia dalla Grecia, sono sovente rispediti indietro (in virtù del Regolamento di Dublino, che affida al primo Paese europeo in cui il migrante mette piede l’onere della valutazione della richiesta di asilo). La Grecia è all’ultimo posto in Europa per la concessione della protezione internazionale e il destino di questi minori rimane quindi molto incerto.
Come si accerta l’età del minore?
In caso di dubbi, il minore è sottoposto all’esame per l’accertamento dell’età, che consiste nella misurazione del polso. Questa tecnica ha un margine di errore fino a due anni. La circolare del 9 luglio del 2007 del ministro dell’Interno, ha sancito la presunzione della minore età in caso di perizia incerta.
Cosa succede in caso di ritrovamento di un minore straniero non accompagnato?
Una volta identificato come minore straniero non accompagnato, le autorità di pubblica sicurezza ne segnalano la presenza al Soggetto attuatore (il ministero del Lavoro) e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. Successivamente si occupano, nella provincia in cui il minore è ritrovato, della ricerca di strutture disponibili all’accoglienza. Nel caso queste non siano trovate, le autorità di pubblica sicurezza inviano una nuova segnalazione al Soggetto attuatore e al Tribunale per i minorenni, i quali si incaricheranno di trovare delle strutture a cui rivolgersi.
Chi è competente per loro?
La competenza è della Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, tranne nei casi di minori richiedenti asilo; minori neo-comunitari; minori vittime di tratta che abbiano aderito al programma di protezione sociale ex Art. 18 del Testo Unico dell’immigrazione.
A chi spettano gli oneri dell’accoglienza?
Ai servizi sociali dei Comuni.
I minori stranieri non accompagnati possono essere espulsi?
No. Possono essere rimpatriati tramite il «rimpatrio assistito», ma solo previa indagine che accerti il superiore interesse del fanciullo ad essere rimpatriato o la sua necessità per favorire l’unità famigliare.
Di che tipo di permesso di soggiorno dispongono i minori stranieri non accompagnati?
Il permesso di soggiorno per minore età o permesso per affidamento, se sono stati affidati.
Può essere convertito il permesso per minore età o per affidamento?
Il Testo Unico sull’immigrazione prevede che ai minori titolari di permesso di soggiorno per affidamento o minore età, possa essere rilasciato un permesso di soggiorno per studio, accesso al lavoro, lavoro subordinato o autonomo, al compimento del 18° anno alle seguenti condizioni: sono entrati in Italia da almeno 3 anni; hanno seguito per almeno 2 anni un progetto di integrazione sociale e civile; frequentano corsi di studio, o svolgono attività lavorativa retribuita nelle forme e con le modalità previste dalla legge italiana, o sono in possesso di contratto di lavoro anche se ancora non è iniziato; hanno la disponibilità di un alloggio.
Il minore può fare richiesta di asilo?
Sì. Il minore che teme di subire persecuzioni nel suo Paese, per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche, ha diritto alla presentazione della domanda di asilo. In questo caso riceve un permesso di soggiorno per richiesta di asilo.
Luigi Riccio - corriere immigrazione
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