I giovani migranti sono vittime del sistema di traffico e sfruttamento e non vanno criminalizzati


L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) esprime profonda preoccupazione per quanto sta avvenendo nelle ultime settimane, in varie città d’Italia, nei confronti dei minori stranieri non accompagnati, ospitati in strutture pubbliche dei Comuni.
Risulta, infatti, che talvolta su impulso diretto degli Enti locali o su iniziativa della magistratura i MSNA vengano costretti a sottoporsi ad esami radiologici per accertare la loro età e ciò anche se sono stati precedentemente assoggettati a tali esami.
In alcuni casi tali accertamenti vengono espletati dalla polizia giudiziaria su diretto ordine della magistratura, presumibilmente nell’ambito di indagini finalizzate a combattere il traffico di esseri umani o altre forme di sfruttamento. In altri casi, invece, come pare stia accadendo a Roma, gli accertamenti sull’età vengano espletati forzatamente al fine di ridurre il numero dei MSNA a carico dell’Ente locale e dunque per ridurre la spesa pubblica.
ASGI condivide certamente sia l’esigenza di eliminare l’odioso crimine della tratta, sia di impegnare con rigore il denaro pubblico, ma non può esimersi dal denunciare numerose illegittimità che paiono attuarsi negli ultimi tempi ai danni dei minori stranieri, categoria che, è bene ricordarlo, è di per sé vulnerabile e per la quale vige un preciso obbligo legale per le Istituzioni pubbliche di fornire adeguata ed effettiva tutela.
L’accertamento della età è uno strumento che non può essere utilizzato ordinariamente ma solo “nei casi in cui vi sia incertezza sulla minore età” (circolare del Ministero dell’interno prot. 17272/7) e comunque su ordine dell’Autorità giudiziaria e sempre e solo se vi sia incertezza sull’età (art. 8 d.p.r. 448/88).
Inoltre, secondo le indicazioni del Protocollo emanato nel settembre 2009 dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali (cd. Protocollo Ascone) l’accertamento dell’età non può essere limitato alla radiografia mano-polso ma deve essere effettuato un approccio multidisciplinare o multidimensionale, all’esito del quale qualora residuino ancora dubbi deve essere applicato il principio della presunzione della minore età, in ossequio a quanto stabilito dal Comitato sui diritti dell’infanzia UNICEF nel Commento Generale n. 6 del 2005.
Infine, gli accertamenti dell’età devono essere espletati in strutture pubbliche, in presenza di operatori specializzati e preparati.
Nessuno di questi criteri risulta essere applicato da parte delle forze di polizia o di polizia giudiziaria che in queste settimane stanno eseguendo a tappeto gli accertamenti sull’età dei MSNA accolti nelle strutture pubbliche.
In conseguenza della violazione di quanto sopra, risulta che alcuni ragazzi, frettolosamente “dichiarati” maggiorenni, siano stati oggetto di provvedimenti di espulsione (oltre che di denunce penali) e qualcuno trattenuto nel CIE di Ponte Galeria a Roma, salvo essere poi liberato dopo che un altro medico ha accertato “nuovamente” la minore età.
ASGI denuncia, pertanto, queste illegittime e dannose prassi, che da un lato risospingono nelle mani dei trafficanti persone il cui percorso esistenziale è già stato gravemente compromesso, nel contempo negando la tutela ai minori stranieri.
ASGI ha già chiesto il coinvolgimento e l’attenzione del Tribunale per i minorenni di Roma, in quanto Autorità principalmente deputata a garantire il rispetto dei diritti dei minori e non mancherà di intervenire, nelle diverse sedi, al fine di garantire il rispetto dei diritti dei minori (presuntivamente tali fino a prova contraria, allo stato inesistente) e l’effettiva tutela da parte delle Istituzioni.

Associazione per gli Studi giuridici sull'Immigrazione


Sulla vicenda leggi le testimonianze raccolte a Roma
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