Le Comunità per minori stranieri a rischio chiusura

Negli ultimi giorni di settembre sono approdati sulle coste siciliane più di 1800 migranti provenienti dal nord Africa e dal Medio Oriente. Tra di essi, molti bambini, e cresce il numero di quelli non accompagnati. Sono i figli di nessuno. Minori che fuggono dai paesi di origine, per lo più spinti dalle famiglie che pagano 3000-4000 euro agli scafisti, sperando di garantire ai loro figli un futuro, una vita. Perchè spesso la scelta è tra la vita e la morte.
In Italia, all’inizio dell’anno, i minori non accompagnati erano circa 7.000; una fascia di età tra i 15-17 anni, ma anche tra gli 11-12 anni. Di loro si occupano le comunità alloggio gestite da cooperative sociali, a differenza dei bambini che arrivano insieme ai genitori e che raggiungono i più grandi centri di accoglienza di Porto Empedocle e Pozzallo
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Radio24, nel corso della rubrica ” A ciascuno il suo” ha ospitato Rita Balestrier (Comunità Alloggio “Cuore”) di Palma di Montechiaro, Agrigento. Nell’intervista la signora Balestrier ha esposto la drammatica situazione in cui versano le Comunità alloggio in Sicilia, costrette a sobbarcarsi i costi di gestione e mantenimento dei minori stranieri che continuano a ricevere nelle loro strutture.  Da dieci anni le cooperative sociali che gestiscono le comunità per minori stranieri non accompagnati ricevono solo acconti dallo Stato e sono creditrici di una somma pari ad un milione di euro. Gli operatori praticamente lavorano gratis. Dalla fine del 2012, il Ministero degli Interni, dichiarando chiusa l’emergenza Nord Africa, ha demandato la gestione economica delle comunità alloggio interamente ai comuni. Questi ultimi, non riuscendo a coprire le spese di mantenimento, hanno ufficialmente diffidato le cooperative ad accogliere i minori.Da qui l’accorato appello lanciato dalla signora Balestrier, secondo la quale senza i fondi statali le comunità alloggio, non solo in Sicilia ma in tutta Italia, saranno costrette a rifiutare l’assistenza  ai bambini stranieri che giungono in cerca di aiuto.
Intanto, in tutta Italia si mobilitano le comunità, dalla Campania, alla Sicilia, dalla Puglia alla Liguria, minacciando azioni legali anche innanzi alla Corte di Giustizia Europea, nei confronti dello Stato Italiano, del Ministero degli Interni,dei Comuni, con l’accusa di abbandono di minore.
L’Italia sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia, ma è davvero raccapricciante pensare che associazioni che si prodigano per salvare la vita di bambini siano a rischio di chiusura mentre in Italia continuano a sopravvivere 3127 enti inutili che, catalogati dal ministero dello Sviluppo economico, costano circa 10 miliardi di euro l’anno. Enti, tra gli altri, come l’Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele III,  il Consorzio intercomunale soggiorni climatici di Verona, l’Istituto culturale delle comunità dei ladini storici delle Dolomiti bellunesi, la Fondazione centro studi transfrontaliero del Comelico e Sappada,  il Centro internazionale del cavallo e il Centro di documentazione di storia della psichiatria.
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