Il dossier che smentisce i luoghi comuni dei razzisti

Giungono sempre meno stranieri in Italia, delinquono meno degli italiani e ci pagano anche le pensioni.
Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore il risultato di una ricerca internazionale che aveva assegnato il primo posto all’Italia per “indice di ignoranza”. Tra le domande sottoposte ai nostri concittadini ce n’era anche una relativa all’immigrazione. Si chiedeva, ossia, a quanto ammontasse la popolazione composta di migranti nel nostra paese.I più hanno risposto il 30% o oltre, convinti che la cosiddetta “invasione” di immigrati fosse realtà. Invece, i numeri son ben differenti: appena il 7% delle persone residenti in Italia sono originarie di altri paesi, e non solo africani o asiatici.


Ora, un altro dossier approfondisce la questione. E’ stato condotto dall’Idos per conto dell’Unar, l’Ufficio Nazionale Anti-Discriminazione e, con pochi dati, smentisce in toto tutti i luoghi comuni degli italiani nei confronti degli extracomunitari. In primis si conferma la falsità dell’invasione: nel 2013 i visti per motivi di lavoro sono stati infatti 25.683 per il lavoro subordinato e 1.810 per quello autonomo. Quelli per ricongiugimento familiare, invece, sono stati ben 76.164: ciò implica che gli stranieri che giungono nel nostro paese hanno già parenti qui, pronti a ospitarli.
Inoltre, si smentisce la “emergenza sbarchi”: solo 2,2 per cento dei migranti arrivano infatti via mare, mentre l’84,3% giunge in Italia attraverso terra e il 13,5% si muove con aerei. Dal 2008 al 2013, poi, il numero dei migranti respinti dall’Europa si è dimezzato e, a smentire l’idea secondo cui gli stranieri giungono da noi per delinquere, si è appurato che le denunce stesse nei confronti degli extracomunitari siano diminuite del 30%. Una credenza, quella del migrante criminale, alimentata dal fatto che la maggior parte di stranieri non ha accesso a misure alternative al carcere, così che il numero di detenuti stranieri nelle prigioni appare allarmante, mentre, in realtà, i condannati alla reclusione sono per lo più italiani. C’è inoltre da considerare che circa il 17 % delle denunce a carico degli stranieri si riferisce a un reato specifico del loro status, alla violazione della normativa sul soggiorno. Per il resto, si parla maggiormente di piccoli reati, spesso causati dalla loro difficoltà, in Italia, di trovare un lavoro onesto, a fronte del luogo comune che “rubano il lavoro agli italiani”, altra menzogna smentita nel dossier.
Piuttosto, è vero che gli immigrati contribuiscono al pagamento delle pensioni degli italiani. L’età media dei lavoratori stranieri, infatti, è di 31 anni, quella dei nostri concittadini è 44. Questo implica che, tra 11 anni, gli immigrati pensionati saranno uno ogni 25, mentre quella degli italiani, già oggi, è uno ogni te. Ciò significa che  i versamenti dei contributi effettuati dagli stranieri destinati al pagamento delle nostre pensioni.Fonte: www.articolotre.com

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1 comments:

  1. ecco appunto, nessuno viene per lavorare vengono tutti perchè UNO ha trovato lavoro, quindi UNO lavora e l amoglie arriva con il ricongiungimento, poi partorisce, e prende l'assegno di maternità del comune, poi entrano in gradutaoria per le case popolari perchè il marito guadagna solo 600-800 euro e ci vivono in tre, ma non basta per la casa allora arrivano il papà e la mamma 65enni del lavoratore che entrano nello stato di famiglia e abbattono l'isee... l'anno dopo hanno entrambi 'età e requisiti per la pensione sociale e dalla casa state tranquilli che nessuno li toglie più (alla faccia dei buonisti benpensanti) ora mi dite dov'è l'equità e la giustizia per un pensionato italiano che con 495 Euro è considerato un signore???

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