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26.701 posti finanziati, di cui 1.838 per minori non accompagnati e 580 per persone con disagio mentale o disabilità; 674 progetti; e 574 enti locali titolari di progetto, soprattutto Comuni ma anche 29 Province, 12 unioni di Comuni, più vari “ambiti territoriali e sociali”, consorzi intercomunali, “società della salute”, “associazioni territoriali di zona” e comunità montane, per un totale di 1.200 Comuni coinvolti a vario titolo.

Sono i numeri della rete SPRAR (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) al giugno 2016, che vengono diffusi in queste ora a Roma alla presentazione dell’Atlante SPRAR 2015.

Questi dati sono in crescita rispetto agli anni precedenti.

In tutto il 2015 (ultimo anno cui si riferiscono le cifre più analitiche dell’Atlante) sono “passati”, cioè sono stati accolti nei progetti SPRAR italiani 29.761 richiedenti asilo e rifugiati.

Ancora, si legge nell’Atlante, per quanto riguarda i servizi erogati nell’ambito dei progetti, rispetto al 2014 «il 2015 vede un peso più rilevante delle attività volte all’inserimento socio-lavorativo, mentre negli anni precedenti rivestivano maggiore peso i servizi riconducibili alle prime fasi di presa in carico dei beneficiari».

Per i curatori del rapporto-atlante, «ciò può essere interpretato come il segnale di un’accoglienza che, nonostante il permanere di un contesto italiano e internazionale complesso e caratterizzato da una difficile gestione dei flussi migratori, sembra stia lentamente abbandonando il carattere puramente emergenziale, arrivando a strutturare e consolidare un sistema in grado di far fronte più efficacemente ad afflussi costanti e consistenti, non solo grazie ai continui ampliamenti della capacità ricettiva ma anche grazie a una più efficiente cooperazione tra i diversi soggetti che, a vario titolo, sono impegnati nella gestione e nell’accoglienza».

Dall’Atlante emerge un quadro positivo e incoraggiante della rete di “accoglienza integrata” degli enti locali, con i suoi standard di qualità. È un quadro, tuttavia, che deve essere considerato all’interno del composito e disuguale “sistema” di accoglienza italiano: secondo gli ultimi dati del Viminale, su un totale di 135.400 richiedenti asilo, rifugiati e migranti oggi in accoglienza nel nostro Paese, quelli inseriti in progetti SPRAR sono appena 20.347, il 15%. La stragrande maggioranza, 100.383 persone, sono ospitati nelle strutture temporanee, e ben 14.670 nei centri di prima accoglienza, o negli hotspot.

Mentre i 574 enti titolari dei progetti SPRAR (sia pure con il totale dei 1.200 Comuni coinvolti a vario titolo) rimangono un’esigua minoranza rispetto al totale degli 8.000 Comuni italiani.

Il nuovo Atlante SPRAR 2015, come di consueto, scatta un’ “istantanea” sul numero e il profilo dei beneficiari accolti, sui servizi offerti e sulla distribuzione nazionale e regionale dei richiedenti asilo e rifugiati presenti nella rete. Si aggiunge quest’anno un focus dedicato alle storie di inclusione e collaborazione tra residenti locali e beneficiari per la valorizzazione del territorio. (ViediFuga.org)

Atlante SPRAR 2015: i dati positivi di una rete “per pochi”

26.701 posti finanziati, di cui 1.838 per minori non accompagnati e 580 per persone con disagio mentale o disabilità; 674 progetti; e 574 ...
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