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#SOSeurope - Vite alla deriva



In mezzo al mare di Malì

La canzone racconta il dramma dei migranti dando voce a un punto di vista spesso trascurato: quello delle donne. Nel brano le motivazioni e lo stato d’animo di una giovane madre costretta a rischiare la vita su un barcone pur di provare a salvare il proprio bambino, e se stessa, da una morte certa in patria. La disperazione dà vita alla speranza. “Se non scappo muoio, se non nuoto affogo” è l’inizio della canzone che non lascia spazio a dubbi. Il testo è “forte” e stimola emozioni e riflessioni in genere non immediate quando si pensa agli sbarchi dei profughi in Sicilia: trasmette agli italiani una prospettiva diversa sulle persone che nel mare vedono una via di fuga e nell'Italia una via di salvezza.


SENTIERO SCONOSCIUTO Il film racconta la vera storia di quattro giovani Afghani e del loro viaggio verso l'europa.

Mare Vostrum?

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Emergenza sbarchi: i giovani migranti

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Video "EMERGENZA MINORI MIGRANTI" di Le Iene                                   clicca qui TERRA DI TRANSITO di Paolo Martino Rahell, rifugiato bambino dall'Iraq in Siria, è costretto ad abbandonare anche questa terra.  La sua rotta personale, senza visti né passaporto, lo conduce in Europa, e in Italia, da dove spera di raggiungere la Svezia per ricongiungersi con i suoi familiari. Ma allo sbarco in Italia, Rahell scopre che a dividerlo dalla sua meta c'è il regolamento di Dublino, legge europea che impone ai rifugiati di risiedere nel primo paese d'ingresso in Europa.Come per migliaia di coetanei, il destino di Rahell diventa determinato da un semplice controllo dei documenti o dalla scansione delle sue impronte digitali. Da lì, ogni tentativo di espatrio verso la meta desiderata si trasforma in un'espulsione nel nostro paese, quello che per legge detiene l''appartenenza' della pratica di Rahell. Lontano dalla sua famiglia e dal suo personale progetto di vita, Rahell è costretto a risiedere in Italia, un paese spesso incapace di accogliere e di garantire un percorso di vita autonomo alle persone che protegge. Un paese che è diventato solo una Terra di Transito.Nella sua odissea personale, Rahell incontra altri ragazzi in fuga dalla Siria, l'Afghanistan, l'Iraq. Ne raccoglie le storie, i volti. Si fa autore di un'indagine, che mostra il paradosso di una legge iniqua che considera numeri e pratiche, ma non le esigenze e il vissuto delle persone. E le tiene bloccate in un paese che non vuole accoglierli, e che loro non vogliono.  Ed è questo l'altro enorme paradosso mostrato da "Terra di transito". L'immagine di un'Italia travagliata dalla crisi, inerte e incapace di sostenere politiche e logiche non emergenziali quando si tratta di immigrazione. Un Paese che si sente invaso da cittadini stranieri. I quali, come Rahell e tanti altri, sognano di andare altrove. Andare verso le nazioni ricche di quella stessa Europa - che offrono sì un trattamento migliore a quanti accolgono - ma che hanno promosso leggi come il regolamento di Dublino e reso così difficile riuscire a entrare nella fortezza europea.Con l'immagine finale di ragazzi, con un'attesa e un'aspettativa negli occhi, che se non fosse per la lingua somiglierebbero a tanti ragazzi italiani. Invisible Picture Show                           clicca qui RIAMMESSI di Paolo di Martino Saddam, Hamza e Omar si lasciano alle spalle migliaia di chilometri. Le rotte che hanno percorso partono dalle macerie della guerra afghana, dal Corno d’Africa, dal  Medio Oriente. Arrivati in Grecia, ormai a un passo dall’Europa che sognano, trascorrono mesi nelle retrovie del porto di Patrasso nel tentativo di imbarcarsi nelle grandi navi che solcano l’Adriatico. Il coraggio che mostrano nell’affrontare la traversata però non trova riscontro da parte dell’autorità portuale italiana: scoperti durante le operazioni di sbarco, i ragazzi vengono riconsegnati alla stessa nave cui avevano affidato il loro destino, "respinti" (tecnicamente si chiamano riammissioni) immediatamente in Grecia, violati nei loro diritti di richiedenti asilo e rifugiati. L'ultima Frontiera di Alessio Genovese e Raffaella Cosentino “L’ultima frontiera”, un importante documentario che mostra per la prima volta dall’interno il volto disumano dei centri di detenzione ed espulsione dei migranti. Oltre ad evidenziare la totale inefficacia e il business economico di tali strutture. Possono essere umanizzate? “No, vanno chiusi come fu per i manicomi”, la replica dei due registi. http://temi.repubblica.it/micromega-online/quei-lager-chiamati-cie/#.UtbV6zCyLyU.facebook TESTIMONIANZE MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI - ROMA

Italy Sends Kids Back to Bad Conditions in Greece

DAID FROM BURUNDI, DETAINED IN SOUTH AFRICA, AGED 17 DAID FROM BURUNDI, DETAINED IN SOUTH AFRICA, AGED 17 from End Child Detention on Vimeo.

Chi specula sui profughi??


Hamedullah: The Road Home

Hamedullah has just turned 18. Like many other young asylum seekers in the UK, upon his birthday he is arrested in a terrifying and brutal dawn raid. First held without trial, he is then flown out on a secret 'ghost flight' where he is dumped in his native home country, Afghanistan. Taking with him a camcorder, he recollects his penniless arrival in the war zone he fled as a child, alone and scared; with no friends, family or home.
Faisal's Story - Animation
I diritti dei Minori Stranieri non accompagnati
Gente di Dublino - Campagna di comunicazione e sensibilizzazione sul Sistema Dublino
Benvenuti in Italia

Los menores immigrantes no acompanados y su régimen juridico
DESERT FLOWER di Sherry Hormann
L’autobiografia di una nomade somala circoncisa all’età di 3 anni e venduta in sposa a 13 anni, fuggita poco più tardi per realizzare il Sogno della Libertà. Fuggita dall’Africa diventa una Top Model ed ora all’età di 38 anni è portavoce delle Nazioni Unite contro la circoncisione

CARTA DEI DIRITTI DEI BAMBINI

I NOSTRI ANNI MIGLIORI  di  Matteo Calore e Stefano Collizzolli.

Cosa resta di una rivoluzione nelle vite delle persone che l’hanno attraversata?Nel racconto di cinque ragazzi tunisini, incontrati a Manduria, Mineo e Palazzo San Gervasio, un’intera vita soffocata sotto il regime di Ben Ali, la rivoluzione inaspettata e dirompente che l’ha messo in fuga. Poi la possibilità di partire, per alcuni a lungo sognata e per altri solo improvvisata.Gli anni migliori sono i loro: quelli di una generazione di giovani cui per troppo tempo è stata negata la libertà, e che hanno deciso di provare a prendersela fino in fondo.
Migrants in Patras - Greece. Photo reportage by Dario Cestaro
One of Them - Documentary Trailer

IL VILLAGGIO DI CARTONE di Ermanno Olmi

Una chiesa. Un parroco. Un'impresa di traslochi. La chiesa non serve più e viene svuotata di tutti gli arredi sacri, ivi compreso il grande crocifisso sopra l'altare. Restano solo le panche in uno spazio vuoto. Il vecchio prete sembra non sapersi rassegnare a questa sorte mentre il sacrestano ne prende atto. Ma, di lì a poco, un folto gruppo di clandestini in cerca di rifugio entra nella chiesa e, con panche e cartoni, vi installa un piccolo villaggio. Il sacerdote vede la sua chiesa riprendere vita ma dall'esterno gli uomini della Legge si fanno minacciosi. (Continua)
Lampedusa: la prigione dei Bambini
TERRAFERMA di Emanuele Crialese
Terraferma trova la capacità poetica di rispondere alle grandi domande sul mondo. Un mondo occupato interamente dal cielo e dal mare, sfidato dal giovane Filippo per conquistare identità e "cittadinanza".  (continua) COSE DELL'ALTRO MONDO di Francesco Patierno
Cosa succederebbe se tutti gli immigrati sparissero di colpo? (continua) IO SONO LI di Andrea Sgre
Ai margini della laguna veneta si pesca come sul Fiume Giallo. A Chioggia ormai si parla il dialetto anche se si è poeti dalmati o lavoranti cinesi, si provano sentimenti, coltivano sogni e si conoscono sconfitte come in ogni angolo della terra. Ma la storia di Shun Li e Bepi è diversa da tutte le altre.
THIS IS ENGLAND di Shane Meadows

Shane Meadows, voce potente del cinema indipendente britannico, volge uno sguardo dolce e amaro sull'Inghilterra dei primi Anni Ottanta, gli anni della Lady di Ferro e delle Falklands. Il ritratto autobiografico di un dodicenne che diventa skinhead e fa esperienza di un razzismo vissuto più come un sintomo di disagio sociale che come vero credo ideologico. Vincitore del PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA al Festival Internazionale del Film di Roma.
LE HAVRE di Aki Kaurismaki
Marcel Marx un calzolaio di Le Havre, trascorre una esistenza modesta ma tranquilla al fianco di sua moglie. Non sa però che la donna cova una malattia grave che fino a quel momento gli ha nascosto. Quando la donna capisce di non poter più mentire, per Marcel il colpo è durissimo. Così, mentre vaga sconvolto per il porto di Le Havre, incontra un ragazzino africano, un immigrato clandestino che in ogni istante è minacciato di essere allontanato. Marcel si affeziona al ragazzo e si mette così in testa di proteggerlo.  WELCOME di Philippe Lioret
Il film ha per protagonista il giovane iracheno Bilal (Firat Ayverdi), che ha attraversato l'Europa da clandestino nella speranza di raggiungere la sua ragazza, da poco emigrata in Gran Bretagna. Arrivato nel nord della Francia, diventa amico di Simon (Vincent Lindon), un istruttore di nuoto con cui inizia ad allenarsi per un obiettivo apparentemente irrealizzabile: attraversare la Manica a nuoto e ritrovare il proprio amore. COSE DI QUESTO MONDO di Michael Winterbottom
L'odissea di due ragazzi profughi dall´Afghanistan post talebani che cercano di raggiungere Londra. Uno dei due ce la farà ma a prezzo di un calvario inumano. Winterbottom non è nuovo all´intervento diretto sulla realtà (basti pensare aWelcome to Sarajevo) . Questa volta però costruisce una narrazione volutamente ´sporca´con camera a mano e sgranature per sottolineare anche linguisticamente un viaggio che non ha più bisogno della cronaca televisiva anche perché non sembra interessare più a nessuno. L´Afghanistan è stato ´liberato´ e questo gli basti. Il mondo ha da pensare ad altri fronti. Così l´infanzia viene negata e non c´è posto per lei nel nostro mondo che ha continuamente bisogno di nuovi soggetti per cui ´commuoversi´. Winterbottom li espone invece nuovamente dinanzi alla nostra falsa coscienza chiedendoci di non voltare il capo fingendo di non sapere. Quando sei nato non puoi più nasconderti di Marco Tullia Giordana
Sandro ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre, cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu e Alina. Hanno la stessa età di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi di adolescente. È l'età adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi...
Dopo lo sgombero della 'buca' cento rifugiati afgani senza tetto all'Ostiense

- Stazione Ostiense, minori afghani in campo profughi nel centro di Roma (david murgia) 14 aprile 2011

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