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La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che la Grecia, detenendo dei minori migranti non accompagnati nelle stazioni di polizia di frontiera li ha sottoposti a trattamento degradante. I minori arrivati poco prima della firma dell'accordo Ue-Turchia, provenienti da Siria, Iraq e Marocco, avevano all'epoca tra i 14 e i 17 anni. Hanno passato tra i 21 e i 33 giorni nelle stazioni di frontiera prima di essere trasferiti in un centro di accoglienza con una zona destinata ai minori. Nella sentenza la Corte di Strasburgo ha ribadito che le stazioni di polizia "non sono dei luoghi in cui si possono detenere le persone per più giorni" e che certe loro caratteristiche, come il fatto di non poter uscire all'aria aperta, la mancanza di determinati servizi, è un'aggravante nel caso si tratti della detenzione di minori. I giudici inoltre sottolineano che già nel 2017 il comitato anti tortura del Consiglio d'Europa ha definito "inaccettabile" il fatto che dei minori siano tenuti nelle stazioni di polizia, per diversi giorni o anche settimane, senza alcuna assistenza sociale e psicologica. (ANSAmed)


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I Minori Stranieri non Accompagnati

Migranti: Corte Strasburgo, Grecia viola diritti minori

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che la Grecia , detenendo dei minori migranti non accompagnati nelle stazioni di polizia...
Nel 2018, l'Unicef ha raggiunto “circa 7.000 giovani migranti e rifugiati”: 2.191 hanno beneficiato del miglioramento dei servizi e delle condizioni di accoglienza; 243 hanno beneficiato del sistema di tutela con 198 i tutori volontari supportati; 310 sono famiglie/singoli formati per l’affido e primi affidamenti sono stati lanciati con successo; 1.520 minorenni sono stati identificati, supportati e orientati ai servizi nelle aree di transito; circa 1.500 minorenni hanno partecipato ad attività socio-ricreative; 500 hanno beneficiato di programmi di sviluppo delle competenze.

Alcuni dati del nuovo Report 2018 sul Programma Unicef in Italia a sostegno dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati.

Nel 2018, l’UNICEF ha raggiunto circa 7.000 giovani migranti e rifugiati:

2.191 hanno beneficiato del miglioramento dei servizi e delle condizioni di accoglienza;

243 hanno beneficiato del sistema di tutela – 198 i tutori volontari supportati;

310 sono famiglie/singoli formati per l’affido e primi affidamenti sono stati lanciati con successo;

1.520 minorenni sono stati identificati, supportati e orientati ai servizi nelle aree di transito;

circa 1.500 minorenni hanno partecipato ad attività socio-ricreative;

500 hanno beneficiato di programmi di sviluppo delle competenze;

oltre 1.100 sono stati i giovani migranti e rifugiati a cui si è data voce attraverso la piattaforma U-Report on the Move.

Il 2017 ha visto prevalentemente l'approdo di minorenni stranieri non accompagnati provenienti dai Paesi subsahariani dell’Africa occidentale, mentre il 2018 sono state di Albania ed Egitto”.

Report 2018 sul programma dell’Unicef in Italia

Nel 2018, l'Unicef ha raggiunto “circa 7.000 giovani migranti e rifugiati”: 2.191 hanno beneficiato del miglioramento dei servizi e d...
La Casa dello studente Slovena Srečka Kosovela è il centro di pronta accoglienza di Trieste per i minori stranieri non accompagnati che opera nella città friulana dal 1992. 
Il 2018 ha rappresentato per Trieste il record di arrivi in città, 588.
Le principali nazionalità rappresentate sono il Kosovo e il Pakistan. Insieme rappresentano il 60% del totale.
“Proprio a causa di questo incremento – spiega Marcello Bergamini, assistente sociale del Comune di Trieste sul Fatto Quotidiano – abbiamo messo su un centro di pronta accoglienza attivo 24 ore su 24 dove i minori vengono inviati dalla Questura e dopo un giorno vengono distribuiti nelle comunità per minori convenzionate con il comune di Trieste che sono 18 in tutta la regione”.
Le stime che riporta Bergamini di ingressi sono alte. “Nei momenti caldi anche di 200 persone al giorno che entrano”. E nei periodi come l’inverno ci sono comunque arrivi di minori? “Almeno un ingresso al giorno c’è”.

Leonardo Cavaliere

Foto: Ansa





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I minori non accompagnati de la Casa dello studente Slovena Srečka Kosovela

La Casa dello studente Slovena Srečka Kosovela è il centro di pronta accoglienza di Trieste per i minori stranieri non accompagnati che ...
Il flusso di migranti irregolari lungo la rotta del Mediterraneo centrale (soprattutto da Libia e Tunisia verso l'Italia) è tornato nel 2018 ai livelli pre-crisi del 2012, con una riduzione degli arrivi dell'80% rispetto all'anno precedente (23.485 rispetto a 118.962), e confermando la forte tendenza al ribasso già registrata nel 2017. Lo ha spiegato oggi a Bruxelles il direttore esecutivo dell'Agenzia Frontex per la sorveglianza delle frontiere esterne dell'Ue, Fabrice Leggeri, durante una conferenza stampa di presentazione del rapporto di analisi del rischio per il 2019.In Italia sono arrivati soprattutto tunisini (5.182), eritrei (3.529) e sudanesi (2.037). Leggeri ha riferito che è stata registrata una forte riduzione delle partenze dalla Libia, dovuta alla percezione di una maggiore rischiosità per i migranti e per i trafficanti, a seguito delle attività delle fazioni armate nel Paese.Più attrattiva e meno rischiosa, invece - anche per chi arriva dall'Africa orientale o subsahariana-, è risultata la rotta del Mediterraneo Occidentale, per la quale è stato registrato nel 2018 un aumento del 160% degli arrivi in Spagna (57.034 rispetto ai 23.063 del 2017).Nel Mediterraneo orientale, gli arrivi irregolari in Grecia nel 2018 sono aumentati di 1/3 rispetto (56.561 rispetto ai 42.319 del 2017). In questo caso, l'aumento è dovuto soprattutto ai passaggi via terra dalla Turchia alla Grecia, in genere da parte di cittadini turchi, mentre il numero degli arrivi via mare è rimasto stabile.Il numero totale degli arrivi irregolari lungo le rotte mediterranee è stato nel 2018 pari a 150.114, rispetto ai 204.750 nel 2017.

Fonte: Askanews

Crollano gli arrivi di migranti in Italia, secondo Frontex, ma aumentano, nel 2018, del 160% gli arrivi in Spagna

Il flusso di migranti irregolari lungo la rotta del Mediterraneo centrale (soprattutto da Libia e Tunisia verso l'Italia) è tornato ne...
Unaccompanied child migrants face dangerous journeys during transit, including abuse and detention, rights organisations have warned, highlighting significant failings in safeguarding unaccompanied minors.

A recent report by UNHCR revealed that nearly 140,000 people arrived in Greece, Italy and Spain in search of safety in 2018. Almost 11,000 of the new arrivals were unaccompanied children.

Additionally, according to the Red Cross, more than 300,000 unaccompanied child migrants are currently at high risk of sexual and gender-based violence during transit.

The perilous journey undertaken by these young migrants without an accompanying adult makes them vulnerable to being assaulted, sexually abused, raped, trafficked into sexual exploitation or forced into "survival sex", according to an International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC) report Alone and Unsafe, which shows that the number of unaccompanied child migrants has grown five-fold in five years.

Europe accounted for more than half of unaccompanied minor arrivals in 2017, with more than 158,000 reaching the continent in the first three quarters of the year.

Currently, almost 30 percent of all asylum seekers across that continent are children, half of whom are from just three countries: Syria, Iraq and Afghanistan.

"The stark reality is that it is now standard practice that children moving through the Mediterranean are abused, trafficked, beaten and discriminated against," said Afshan Khan, UNICEF Regional Director and Special Coordinator for the Refugee and Migrant Crisis in Europe.

A joint UNICEF-IOM report also revealed that children from sub-Saharan Africa are targeted more than any other group, highlighting discrimination and racism along transit routes.

The reason for their departure ranges from abuse at home and peer pressure to violence, says IFRC President Francesco Rocca, who called on UN member countries to address the root causes.

"In Cox's Bazar, for example, we saw many children with their neighbours because their parents were killed," Rocca told Al Jazeera.

"In Niger, we see young girls from Nigeria who sold themselves for sex for as low as $3. In Central America, there's violence that drives them out. It creates a very, very difficult environment for them to live in."
More support needed

More than 40 percent of all child asylum seekers are girls. A poll by UNICEF late last year revealed that almost half of nearly 4,000 refugees and migrants aged 14 to 24 were forced to leave their countries, 44 percent of them left alone.

Some 38 percent said they did not receive any help from anyone, including family, friends or relatives, while almost half the respondents reported that they had been unable to see a doctor when needed.

"While politicians are squabbling over migration, 4,000 uprooted children and young people are telling us they need more support," said Laurence Chandy, Director of Data, Research and Policy for UNICEF.

"Uprooted children can teach us a great deal about their needs and vulnerabilities if we are willing to hear them. Migration is inevitable, but the danger and discrimination experienced by refugee and migrant children doesn't have to be."

The risks, including sexual and gender-based violence, do not abate once these child migrants arrive in a country of destination, according to the IFRC.

A study, based on interviews with unaccompanied children from Horn of Africa countries who migrated to the United Kingdom, revealed that 72 percent of the respondents experienced more than one incident of sexual violence upon arrival - most of these incidents happened in the first 12 months after their arrival in the UK.

This shows that their safety is not guaranteed, even after reaching the desired destination country, added Rocca.

"If there isn't enough protection in the country of destination, there is a very high risk of being exploited and exposed to the violence. These vulnerable people can also be forced to the labour market."

Autore: Faras Ghani
Fonte:AL JAZEERA NEWS






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Abuse, 'survival sex' a stark reality for child migrants: Report

Unaccompanied child migrants face dangerous journeys during transit, including abuse and detention, rights organisations have warned, high...
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