A Palermo i migranti naufragati. Con loro anche dieci salme. "Il gommone si è capovolto, i nostri compagni sono finiti in mare"

Sono arrivati al porto di Palermo sulla stessa nave, i vivi e i morti. Da una scaletta sono scesi i superstiti degli ultimi sbarchi e dell'ennesima tragedia in mare, in 777.
Calata da due funi nella parte di poppa, invece, una scialuppa ha toccato il molo Puntone con dentro dieci sacchi bianchi: 9 donne e un uomo, le vittime del naufragio di ieri nelle acque libiche. Lacrime e gioia sulla banchina tra i migranti arrivati vivi ma che in mare hanno perso i loro cari. Un viaggio della speranza che, ancora una volta, fa registrare vittime. E per la prima volta quelle vittime sono state accolte a Palermo. Sul molo, poco dopo le 8, è attraccata la nave militare Etna. Una parte del molo è stata riservata alle dieci bare destinate alle vittime. Le forze dell'ordine hanno deciso di chiudere la zona con alcuni container "per assicurare che la sistemazione dei corpi delle vittime avvenisse lontano dai fotografi". 

Dalla scaletta dell'Etna sono scesi i naufraghi che venerdì pomeriggio dal Nord Africa cercavano di raggiungere la Sicilia. Sono 46 donne (quattro delle quali incinte), 68 bambini e 653 uomini. Sono stati subito portati sul molo due neonati. Sulla nave Etna che li ha condotti nel capoluogo siciliano anche le dieci salme dei migranti che non ce l'hanno fatta e sono annegati dopo che il gommone che li trasportava è affondato. Al cimitero dei Rotoli saranno eseguite le perizie medico-legali. Grosso dispiegamento di soccorritori per il primo intervento al porto con gazebo, sette ambulanze, un centinaio tra forze dell'ordine, medici dell'Asp, Protezione civile, l'Unhcr, la Caritas e i medici e i volontari del 118. Diciannove i feriti, tra loro una donna incinta, portati negli ospedali cittadini: 7 al Civico, 6 al Policlinico, 2 all'Ingrassia, 2 a Villa Sofia, uno al Cervello e uno al Buccheri La Ferla. Segnalati casi di scabbia e tubercolosi. I naufraghi sono originari di Costa d'Avorio, Ghana, Mali, Guinea. Le operazioni di sbarco si sono concluse intorno a mezzogiorno. Sul molo Puntone sono stati allestiti dall'Asp due triage per gli uomini, uno per le donne e i bambini, oltre a un punto medico avanzato per l'osservazione dei migranti con particolari complicanze.



L'inchiesta. La procura di Palermo ha aperto un'inchiesta sul tragico naufragio di ieri mattina. A coordinare l'indagine è il procuratore aggiunto Vittorio Teresi. Durante lo sbarco i poliziotti della squadra mobile hanno individuato un tunisino tra i migranti subsahariani. Il sospetto che sia lui uno degli scafisti degli ultimi sbarchi si è fatto largo tra gli investigatori. L'uomo è stato ascoltato ed è stato staccato dal gruppo dei migranti. Le sue condizioni di salute sono buone. Gli investigatori hanno allestito una sorta di ufficio mobile e stanno ascoltando diversi migranti sperando che qualcuno di loro dia un contributo alle indagini. 

Le testimonianze. Sulla nave Etna e al porto, dopo lo sbarco, alcuni migranti hanno raccontato le ore di terrore trascorse a bordo di due gommoni che erano diretti in Sicilia. Uno dei due gommoni si è bucato durante la traversata, come hanno raccontato alcuni immigrati ai soccorritori. In 39 si sono salvati, tra gli occupanti dei due gommoni, in 41 sono dispersi, dieci le vittime recuperate in mare. Ma ecco cosa è successo ieri mattina nelle acque libiche. "Siamo stati divisi su due gommoni, anche le nostre famiglie sono state divise - ha raccontato un superstite - Un gommone è partito per primo, poi è partito il secondo, dopo qualche ora dal viaggio siamo stati raggiunti da una motovedetta. I migranti a bordo del primo gommone si sono spostati tutti sullo stesso lato e il gommone si è capovolto e si è bucato". Da lì il panico e il terrore in acqua, molti degli occupanti del gommone sarebbero morti. Tra i migranti salvati, alcuni hanno ustioni da contatto con il carburante. "Non c'è stato alcun incendio a bordo - ha ricostruito uno degli ustionati - siamo tutti caduti in mare". Tra le testimonianze più toccanti quella di un naufrago che, per le gravi ustioni chimiche questa notte è stato portato a Mazara del Vallo. L'uomo, sotto shock, ha raccontato di avere perso nel naufragio la moglie e il figlio.

L'accoglienza.
 Circa 550 migranti resteranno a Palermo e saranno assistiti dalla Caritas che li suddividerà tra il centro San Carlo di piazza Rivoluzione (un centinaio), la parrocchia di San Gaetano a Brancaccio (trenta), una scuola chiusa di Villaggio Ruffini (duecento), la chiesa Santo Curato D'Ars nel rione Falsomiele (altri cento), il centro di Padre Messina al Foro Italico. Gli altri duecento saranno accolti da centri di accoglienza tra Isnello, Partinico e Borgetto. "Ho visto tanta sofferenza questa mattina", ha detto don Sergio Mattaliano, il presidente della Caritas a Palermo, che ha anche benedetto le salme adagiate sulle bare al porto. "E' la seconda volta che la chiesa apre le porte per accoglierli, molti parroci si sono resi disponibili, ma anche molti professionisti come psicologi e medici si sono messi a disposizione - ha aggiunto don Mattaliano - Faccio un appello: servono vestiti, scarpe se ci sono persone che possono portarci vestiti in Caritas lo facciano perché sono in arrivo nelle prossime settimane migliaia di migranti e non abbiamo più nulla da dare".

Le ricerche. Vanno avanti, intanto, nel Canale di Sicilia, le ricerche dei dispersi. Il primo intervento dopo il naufragio era stato effettuato dalla nave Dattilo della Guardia costiera, che ha recuperato 39 naufraghi, la fregata Scirocco ed il pattugliatore Orione della Marina militare si sono diretti alla massima velocità verso la zona interessata per prestare soccorso. L'elicottero della nave Scirocco è decollato per recarsi nel più breve tempo possibile sul luogo del naufragio. Alle operazioni ha partecipato anche la nave mercantile Norland, che ha recuperato un naufrago. Le navi Dattilo e Diciotti della capitaneria di Porto hanno completato il trasbordo sulla nave rifornitrice Etna dei migranti del gommone affondato. Sulla stessa unità sono stati imbarcati i 104 migranti che si trovavano a bordo di un altro gommone.

La protesta del sindaco. "La cultura dell'accoglienza dei siciliani e l'impegno delle amministrazioni comunali ha sino adesso fatto fronte a un'emergenza che deve riguardare l'Italia intera e l'Unione Europea. E' inaccettabile che l'Europa presenti il volto della indifferenza e degli egoismi criminogeni, si giri dall'altra parte e scarichi sull'Italia un dramma mondiale e un problema europeo e che, a sua volta, l'Italia lo scarichi sulla Sicilia". Così il sindaco di Palermo e presidente dell'Anci Sicilia, Leoluca Orlando, pure lui oggi al porto. "Finora - ha detto stamane al porto il prefetto Francesca Cannizzo - siamo riusciti a fronteggiare quello che ci hanno chiesto di fare con il contributo di tutti".Repubblica.it
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 

Minori Stranieri Non Accompagnati © 2015 - Designed by Templateism.com, Plugins By MyBloggerLab.com