Quella che raccontiamo è la storia di un Minore Straniero non Accompagnato, una storia come tante,
uguale ad altri minori che migrano da soli nella speranza di una vita migliore,
in quell’Europa dove vogliono vivere e creare il loro futuro.
Ciao,
mi chiamo Zemar,
che nella mia lingua vuol dire Leone.
Ho abbandonato l’Afghanistan nel 2009, all’età
di 10 anni, perché temevo per la mia vita, io e la mia famiglia siamo stati
attaccati dai Talebani. Oggi, ho 15 anni ed ho viaggiato da solo via terra fino
in Grecia, dove ho raggiunto la città portuale di Patrasso. Un luogo
privilegiato per molti migranti che come me cercano di nascondersi sui
traghetti diretti in Italia.
Dopo diversi mesi e tanti tentativi
infruttuosi, sono riuscito finalmente a nascondermi sotto un camion e a salire
a bordo di un traghetto diretto verso un porto italiano, non aveva importanza
quale fosse. Mi sono nascosto sopra una sorta di scatola tra gli assi del
camion per circa 20 ore e ho attraversato l’Adriatico. Durante la traversata ho
ripensato a tutta la mia vita ma soprattutto agli ultimi mesi. Anche se stare
in quella posizione era estremamente scomodo e pericoloso; per me voleva dire
libertà, libertà chiamata Europa, Nord Europa.
All’arrivo, invece di trovare rifugio,
sono stato fermato dalla polizia, che prontamente mi ha arrestato.
Ho raccontato loro tutta la mia
storia, partendo dall’inizio del viaggio, spiegando il perché del mio viaggio,
mostrando anche le cicatrici che mi ricordano sempre del perché ho lasciato
l’Afghanistan. Al mio interrogatorio non c’è nessun traduttore, ho raccontato
il tutto gesticolando, e utilizzando le poche parole d’inglese che sapevo. Gli
uomini in divisa parlavano, ma io non riuscivo a capire cosa dicessero.
Nonostante fossi minorenne e il mio
desiderio era di chiedere Aiuto, asilo, in Italia non ho mai avuto
l’opportunità di parlare con un avvocato o avere un incontro con un
rappresentante delle ONG, e non ho mai ricevuto informazioni sui miei diritti o
su qual era il procedimento per richiedere l’asilo, nonché su cosa l’Italia
stava decidendo nei miei confronti.
Ben presto, pochissime ore dopo il mio
arrivo, senza alcuna spiegazione, sono stato rispedito in Grecia sul medesimo
traghetto con il quale ero arrivato. A differenza del viaggio d’andata, in quello
di ritorno sono stato chiuso in una cella, solo, nella sala macchine, senza la
possibilità di poter avere accesso ai servizi igienici e mangiando soltanto un
paio di fette di pane. (la lettera è
basata su esperienze comuni di msna rispediti in Grecia)
Sembra
strano? Assurdo? Incredibile? Incivile? Inumano? È questo quello che capita
spessissimo, più di quanto immaginiamo, ai richiedenti asilo, adulti o ragazzi
che sono rispediti in Grecia da parte di funzionari di Frontiera Italiani.
Questo
è quello a cui vengono sottoposti migliaia di migranti e richiedenti asilo, tra
cui minori stranieri non accompagnati come Zemar, che ogni anno cercano di
raggiungere l’Italia a bordo di traghetti provenienti dalla Grecia. Il viaggio
è molto pericoloso, e i migranti viaggiano correndo il rischio di subire
mutilazioni o addirittura la morte, appesi sotto ad un camion o nascosti
all’interno di container frigoriferi o cisterne.
Cosa prevede il diritto?
Il
diritto internazionale dice che l’Italia ha l’obbligo di dare la possibilità a
ciascuno di poter esprimere il proprio dissenso rispetto a un atto che ritiene
ingiusto. In particolare, le norme internazionali statuiscono che un minore
non accompagnato
debba essere accolto affinché ne venga garantito il superiore interesse. Nel
caso in cui sussista il dubbio sull’età, si deve presumere che il migrante sia
un minore e debba essere accolto fino a quando il processo di determinazione
della sua età sia stato completato.
La realtà delle cose?
Dal
Rapporto Restituiti al Mittente di Human Right Watch, i minori migranti non accompagnati e,
gli adulti richiedenti asilo, una volta giunti nei porti Italiani
dell’Adriatico, sono sottoposti a screening inadeguati nel migliore dei casi, o
non sono sottoposti affatto a nessuno screening; quindi, senza una corretta,
almeno legale, valutazione dell’età dei migranti, inoltre non sono garantite le
informazioni dovute sui loro diritti, in aperto contrasto a quanto detto dal
diritto internazionale e nazionale.
Molti
migranti, compresi, e soprattutto, i MSNA, vengono confinati in condizioni
inumane, molto spesso ammanettati per tutta la durata del viaggio di ritorno in
Grecia senza accesso a cibo, acqua e servizi igienici.
Nonostante
che il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e il Piano
d’azione dell’UE sui Minori non accompagnati dicano chiaramente come devono
essere le procedure di accoglienza dei Minori stranieri non accompagnati, i
funzionari di frontiera italiani continuano con pratiche che nulla hanno a che
vedere con il migliore interesse dei minori, spesso ammanettandoli e
detenendoli in territorio italiano.
Poi,
riguardo alla determinazione dell’età, spesso si omette di fare la corretta
procedura, e inoltre, non è concesso a questi “minori” il beneficio del dubbio
prima di rispedirli in Grecia, quindi, di fatto, senza dare loro la possibilità
di poter accedere alla dovuta protezione ai sensi del diritto internazionale.
Oltre a questi errori (orrori) di screening, le autorità impediscono spesso l’accesso
degli immigrati ad avvocati, personale di ONG, ecc.
La situazione in Grecia? Perché siamo
preoccupati?
In
Grecia la situazione dei minori migranti e dei richiedenti asilo è terribile.
La Grecia limita fortemente il numero delle persone che possono richiedere asilo politico
e abbandona i richiedenti asilo per le strade senza cibo né riparo. Inoltre, in
Grecia, per vari motivi i migranti in genere sono esposti drammaticamente alla violenza xenofoba. Da quanto risulta in diversi
rapporti pubblicati anche su questo sito, i migranti, compresi minori stranieri
non accompagnati e richiedenti asilo, possono passare diversi mesi in detenzione
in centri che dovrebbero essere d’identificazione. Per dare un’idea riportiamo
le parole espresse dal Commissario Europeo per gli affari interni Cecilia
Malmstrom nella visita a uno di questi CIE “semplicemente terribili”.
L’Italia
sulla carta dovrebbe verificare se il respingimento mette a rischio i diritti umani
del respinto, ma come possiamo vedere costantemente le riconsegne sommarie che
avvengono dai porti dell’adriatico, smentiscono nei fatti i buoni propositi.
Come
si evince dall’ultimo report di MEDU
e di MSF
la Grecia è responsabile di terribili violazioni dei diritti umani. Condizioni
di vita che contribuiscono a far desiderare i poveri minori e richiedenti asili
di partire verso altri paesi dell’UE.
Le Raccomandazioni.
Msna
– Minoristranierinonaccompagnati esorta l’Italia a non dimenticare i suoi
obblighi di diritto interno e internazionale di protezione dei minori non accompagnati
e richiedenti asilo. Pertanto, l’Italia
deve sospendere immediatamente i respingimenti sommari dai porti Italiani alla
Grecia. L’Italia ha il dovere di garantire che tutti i migranti che esprimono
paura per un respingimento siano adeguatamente sottoposti a screening coerenti
con le esigenze di protezione, dando la massima possibilità all’asilo. In ogni
caso, chiunque afferma di essere minore dovrebbe essere accolto nel migliore
interesse del minore. Inoltre, le ONG, quali organismi imparziali, devono avere
accesso libero a tutti i migranti che abbiano tentato di entrare irregolarmente
in Italia, adulti o bambini che siano.
LEONARDO CAVALIERE
LEONARDO CAVALIERE
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