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  Il Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2024, presentato dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) rivela che la popolazione migrante globale ammonta a 281 milioni di individui, a cui si aggiungono altri 117 milioni spostatisi a causa di conflitti, violenze e disastri.

 L'OIM evidenzia che la migrazione internazionale continua a giocare un ruolo significativo nello sviluppo umano e nella crescita economica. In particolare, si nota un aumento straordinario delle rimesse internazionali, che sono cresciute di oltre il 650% dal 2000 al 2022, passando da 128 miliardi di dollari a 831 miliardi di dollari. Questo dato mette in luce come le rimesse dei migranti superino gli investimenti esteri nel promuovere il PIL dei paesi in via di sviluppo.

 Tuttavia, vi è anche un allarme sulla situazione dei migranti "forzati", che hanno raggiunto il numero più alto mai registrato nei tempi moderni, con 117 milioni di persone a fine 2022. L'OIM sottolinea l'urgenza di affrontare le crisi alla base di questo fenomeno.

 La cerimonia di presentazione del rapporto si è tenuta in Bangladesh, un paese che si trova al centro delle sfide migratorie, includendo emigrazione, immigrazione e movimenti forzati interni.

 Amy Pope, Direttrice Generale dell'OIM, ha commentato durante il lancio a Dhaka che il Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2024 fornisce dati e analisi che contribuiscono a chiarire la complessità della mobilità umana. In un periodo caratterizzato dall'incertezza, comprendere le dinamiche migratorie è fondamentale per prendere decisioni informate e implementare risposte politiche efficaci. Il Rapporto avanza questa comprensione, offrendo una visione chiara sulle tendenze a lungo termine e sulle sfide emergenti.

Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2024 (IOM)

   Il Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2024 , presentato dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) rivela che la po...

Luigi Navarra/AP Photo
Il rapporto pubblicato martedì dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha gettato luce su una realtà drammatica e spesso ignorata: più di 63.000 persone sono morte o sono scomparse lungo le rotte migratorie in tutto il mondo nell'ultimo decennio. 

La principale causa di morte è per annegamento, secondo l'OIM, che ha condotto lo studio Missing Migrants Project dal 2014.

Secondo il report, almeno 63.285 persone sono morte o risultano disperse e presumibilmente decedute dal 2014. Il 2023 è stato l'anno più mortale, con oltre 8.500 persone che hanno perso la vita, di cui quasi il 60% a causa dell'annegamento.

La rotta del Mediterraneo è stata teatro di oltre 27.000 morti in mare, con oltre il 60% delle vittime, pari a più di 36.000 persone, vittime di annegamento. La maggior parte delle morti nel Mediterraneo centrale sono state documentate al largo della Libia. Tuttavia, l'OIM ha registrato un aumento delle partenze e, di conseguenza, dei naufragi, al largo della Tunisia, dove almeno 729 persone sono morte nel 2023, rispetto alle 462 dell'anno precedente.

Jorge Galindo, portavoce del Global Data Institute dell'OIM, ha dichiarato all'Associated Press che "i numeri sono piuttosto allarmanti" e che, nonostante siano passati dieci anni, le persone continuano a perdere la vita nella ricerca di una vita migliore.

L'OIM ha sottolineato che i dati pubblicati nel rapporto sono incompleti e probabilmente rappresentano solo una frazione del numero effettivo dei decessi in tutto il mondo, a causa della obiettiva difficoltà nel raccogliere e verificare le informazioni. Molte morti nel deserto del Sahara e interi barconi scomparsi nell'Atlantico sono solo alcuni esempi di "naufragi invisibili".

Nonostante i limiti nei dati, l'OIM ha registrato le morti di quasi 5.500 donne e circa 3.500 bambini sulle rotte migratorie. Di particolare rilevanza è il fatto che su 63.000 persone, la cui morte o scomparsa è stata registrata durante la migrazione dal 2014 al 2023, le informazioni sull'età o sul sesso sono indisponibili per poco più di 37.000 individui (il 59%). Delle 25.925 persone nel database del Missing Migrants Project sono disponibili solo alcune informazioni demografiche, più di 17.100 erano uomini, quasi 5.500 erano donne e circa 3.500 erano bambini.

C'è un urgente bisogno di rafforzare le capacità di ricerca e soccorso e di creare percorsi migratori sicuri e regolari per prevenire ulteriori tragedie.

In mare, è necessario un maggiore sostegno ai migranti in difficoltà, in linea con il diritto internazionale e il principio di umanità. Attualmente, sulla rotta del Mediterraneo, la maggior parte delle operazioni di ricerca e soccorso è svolta da organizzazioni non governative.

Quando il progetto dell'OIM è iniziato nel 2014, il sentimento europeo era più favorevole al destino dei migranti, con il lancio da parte del governo italiano di "Mare Nostrum", una grande missione di ricerca e soccorso che ha salvato migliaia di vite. Tuttavia, con i partiti sovranisti e antiimmigrazione, che guadagnano costantemente consenso in Europa, i governi stanno cercando di ridurre i flussi migratori verso i loro paesi promettendo fondi a paesi del Mediterraneo come la Tunisia e l'Egitto.

Questo mese, l'Unione Europea ha promesso un pacchetto di finanziamenti da 7,4 miliardi di euro all'Egitto, definito dal primo ministro italiano Giorgia Meloni come "il miglior modo per affrontare i flussi migratori".

Tauhid Pasha, capo missione ad interim per l'OIM in Libia, ha dichiarato ad Al Jazeera che la narrazione sull'immigrazione deve cambiare. Ha sottolineato che i paesi con forte sentimento antiimmigrazione dovrebbero valutare con maggiore attenzione i tanti lati positivi della migrazione. La migrazione contribuisce allo sviluppo dei paesi di origine dei migranti e dei paesi in cui approdano, ha aggiunto Pasha. "Molti paesi hanno dimostrato di avere carenze di manodopera, deficit demografici e i migranti possono contribuire a colmare alcune di queste lacune".

Leonardo Cavaliere 

Oltre 63.000 migranti morti o scomparsi negli ultimi dieci anni

Luigi Navarra/AP Photo Il rapporto pubblicato martedì dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha gettato luce su una ...

 

Copyright Unicef     

Nel recente rapporto dell'UNICEF, sulla crisi climatica e bambini, emerge un quadro allarmante: tra il 2016 e il 2021, i disastri legati al clima hanno costretto 43,1 milioni di bambini a fuggire dalle proprie case in 44 paesi, equivalente a circa 20.000 bambini sfollati al giorno.

Questo studio, intitolato "Children Displaced in a Changing Climate", rappresenta la prima analisi globale del numero di bambini costretti a lasciare le proprie case a causa di inondazioni, tempeste, siccità e incendi durante il periodo in questione. L'analisi svela che le inondazioni e le tempeste sono state responsabili di 40,9 milioni di questi sfollamenti, costituendo il 95% del totale. Questo dato positivo è attribuibile in parte a un miglioramento nella segnalazione e a un aumento delle evacuazioni preventive.

La siccità, d'altra parte, ha causato un movimento di sfollati interni di più di 1,3 milioni di bambini, mentre gli incendi hanno provocato 810.000 giovani sfollati, con oltre un terzo di questi sfollamenti registrati nel solo 2020. Canada, Israele e Stati Uniti hanno riportato il più alto numero di bambini sfollati a causa degli incendi.

L'analisi suggerisce inoltre che, basandosi sui dati climatici attuali, le inondazioni fluviali potrebbero causare lo sfollamento di quasi 96 milioni di bambini nei prossimi 30 anni, mentre venti ciclonici e tempeste potrebbero causare rispettivamente lo sfollamento di 10,3 milioni e 7,2 milioni di bambini durante lo stesso periodo. È importante notare che questi numeri potrebbero aumentare considerevolmente con l'aggravarsi degli effetti dei cambiamenti climatici.

Cina e Filippine sono tra i paesi con il maggior numero assoluto di bambini sfollati, grazie alla loro esposizione a condizioni climatiche estreme, alla numerosa popolazione infantile e agli sforzi effettuati nella prevenzione e nell'evacuazione tempestiva. Tuttavia, i piccoli Stati insulari come Dominica e Vanuatu hanno sofferto di più a causa delle tempeste in proporzione alla loro popolazione di bambini, mentre Somalia e Sud Sudan sono stati particolarmente colpiti dalle inondazioni.

Catherine Russell, Direttrice Generale dell'UNICEF, ha commentato l'analisi, affermando che "è terrificante per qualsiasi bambino quando un grave incendio, una tempesta o un'alluvione si abbattono sulla sua comunità". Ha inoltre sottolineato l'importanza di preparare le comunità, proteggere i bambini a rischio di sfollamento e sostenere quelli già sradicati, poiché l'incidenza degli spostamenti dovuti al clima aumenterà con l'aggravarsi dei cambiamenti climatici.

I bambini si trovano a maggior rischio di sfollamento nei paesi che già affrontano crisi multiple come conflitti e povertà, dove le risorse locali per gestire ulteriori spostamenti sono limitate. In Haiti, ad esempio, il rischio di sfollamento a causa di calamità è ulteriormente complicato dalla violenza e dalla povertà, con investimenti limitati nella mitigazione del rischio e nella preparazione. In Mozambico, le comunità più povere, comprese quelle urbane, subiscono un impatto sproporzionato da fenomeni meteorologici estremi. In questi paesi, dove il numero di bambini vulnerabili a futuri sfollamenti è elevato e le risorse scarseggiano, è urgente rafforzare gli sforzi di mitigazione del rischio, adattamento, preparazione e finanziamento.

Utilizzando un modello di rischio di sfollamento da calamità sviluppato dall'Internal Displacement Monitoring Centre, il rapporto prevede che le inondazioni fluviali potrebbero colpire quasi 96 milioni di bambini nei prossimi 30 anni sulla base dei dati climatici attuali, mentre venti ciclonici e tempeste potrebbero causare lo sfollamento rispettivamente 10,3 milioni e 7,2 milioni di bambini nello stesso periodo. Con eventi meteorologici più frequenti e intensi come conseguenza del cambiamento climatico, è probabile che tali numeri siano sottostimati.

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Leonardo Cavaliere

Cambiamenti climatici: 43,1 milioni di bambini sfollati! 20.000 Bambini al Giorno Costretti a Fuggire per Colpa della Crisi Climatica!

  Copyright Unicef           Nel recente rapporto dell'UNICEF, sulla crisi climatica e bambini, emerge un quadro allarmante: tra il 201...

 

UNICEF/UN057913/Gilbertson VII Photo

Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiornato al 31 maggio 2023, i minori non accompagnati accolti dal sistema di accoglienza nazionale sono 20.510.

 I maschi sono 17.686 pari all’86,2% di tutti msna, le femmine sono 2.824 pari al 13,8%.

 L’età dei minori vede una netta prevalenza di msna di 17 anni (9.114) pari al 44,4%, seguiti dai sedicenni, 5.084 (24,8%), fascia d’età 7-14 ANNI (3.400) pari a 16,6%, 15 ANNI 2.431 (11,9%) e msna fino a 6 ANNI 481 pari al 2,3%.

A differenza dei maschi, la maggior parte delle femmine hanno tra i 7-14 ANNI 1.333 pari al 47,2% con una nettissima prevalenza di bambine e ragazze provenienti dall’Ucraina 2.352 (83,3%).

Sono 5.145, pari al 25,1%, i minori non accompagnati provenienti dall’Egitto censiti al 31 maggio nel sistema informativo Minori (SIM) della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (SIM), istituito dalla Legge 47/2017 per monitorare e censire la presenza dei minori non accompagnati (MNA) sull'intero territorio nazionale. 

2.352, pari all'83,3%, le minorenni provenienti dall'Ucraina, nettamente la nazionalità più rappresentata tra le minori non accompagnate. A seguire, 109 (3,9%) Costa d'Avorio, 65 (2,3%) Guinea.

I msna prevalentemente sono accolti in Sicilia, Lombardia e Calabria che rappresentano quasi la metà di tutti i minori non accompagnati accolti, il 43,1%.

 A seguito dell’istituzione del SIM è possibile elaborare anche i dati relativi all’ingresso (o all’eventuale allontanamento) dei MSNA su base mensile.

I minori non accompagnati, entrati nel sistema di accoglienza su base mensile sono 1.163, di cui 647 (55,5%), a seguito di eventi di approdo, i restanti 517, pari al 44,5% sono entrati nel sistema di accoglienza a seguito di ritrovamenti sul territorio.

I msna usciti di competenza sono 1.620 di cui 1.048 per il compimento della maggiore età, 508 per allontanamento e 64 per altre motivazioni (rintraccio dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili, accertamento della maggiore età, affido, relocation, rimpatrio volontario assistito e rientro in patria).

Il 29,1% dei nuovi ingressi è rappresentato da minorenni provenienti dall' Egitto (338), a seguire Tunisia 122 (10,5%), Pakistan 92 (7,9%).

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Leonardo Cavaliere

20.510 i minori non accompagnati accolti dal sistema di accoglienza nazionale al 31 maggio 2023

  UNICEF/UN057913/Gilbertson VII Photo Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lav...

Unaccompanied and separated children in Sicily © UNICEF/Gilbertson, 2016


Fino ad ora sono state 48.837 le persone migranti approdate sulle coste dall'inizio dell'anno. Nello stesso periodo dello scorso anno furono 19.392, mentre nel 2021 furono 14.412. Questo dato è stato fornito dal ministero degli Interni, considerando gli sbarchi registrati entro le 8 di questa mattina.

Nei giorni scorsi, sono state registrate 1.087 persone (6 venerdì, 95 sabato, 473 domenica, 455 ieri e 58 oggi) che sono arrivate sulle nostre coste, portando il totale delle persone arrivate via mare in Italia dall'inizio del mese a 6.636. Nello stesso periodo dell'anno scorso, nel mese di maggio, furono 8.720, mentre nel 2021 furono 5.679.

Degli oltre 48.800 migranti arrivati via mare in Italia nel 2023, 7.380 sono di nazionalità ivoriana (15%), secondo quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono dalla Guinea (5.996, 12%), dall'Egitto (5.409, 11%), dal Bangladesh (4.626, 10%), dal Pakistan (4.503, 9%), dalla Tunisia (3.361, 7%), dalla Siria (2.743, 6%), dal Burkina Faso (2.015, 4%), dal Camerun (1.959, 4%), dal Mali (1.466, 3%) e si aggiungono 9.379 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Fino ad oggi sono stati 5.504 i minori stranieri non accompagnati che hanno raggiunto il nostro Paese via mare. Questo dato è aggiornato al 29 maggio. Nel corso dell'intero anno 2022, i minori stranieri non accompagnati approdati sulle coste italiane sono stati 14.044, nel 2021 sono stati 10.053, nel 2020 sono stati 4.687, nel 2019 sono stati 1.680, nel 2018 sono stati 3.536 e nel 2017 sono stati 15.779.

Leonardo Cavaliere

5.504 i minori stranieri non accompagnati che hanno raggiunto il nostro Paese via mare. Dati aggiornati al 29 maggio 2023.

Unaccompanied and separated children in Sicily © UNICEF/Gilbertson, 2016 Fino ad ora sono state 48.837 le persone migranti approdate sulle...

PH: Antonio Sempere
PH: Antonio Sempere

Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiornato al 30 Aprile 2023, i minori non accompagnati accolti dal sistema di accoglienza nazionale sono 20.681.

 I maschi sono 17.821 pari all’86,2% di tutti msna, le femmine sono 2.860 pari al 13,8%.

 L’età dei minori vede una netta prevalenza di msna di 17 anni (9.202) pari al 44,5%, seguiti dai sedicenni, 5.090 (24,6%), fascia d’età 7-14 ANNI (3.433) pari a 16,6%, 15 ANNI 2.464 (11,9%) e msna fino a 6 ANNI 492 pari al 2,4%.

 A differenza dei maschi, la maggior parte delle femmine hanno tra i 7-14 ANNI 1.354 pari al 47,3% con una nettissima prevalenza di bambine e ragazze provenienti dall’Ucraina 2.402 (84,0%).

Sono 5.094, pari al 24,6%, i minori non accompagnati provenienti dall’Egitto censiti al 30 aprile nel sistema informativo Minori (SIM) della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (SIM), istituito dalla Legge 47/2017 per monitorare e censire la presenza dei minori non accompagnati (MNA) sull'intero territorio nazionale. 

2.402, pari all'84,0%, le minorenni provenienti dall'Ucraina, nettamente la nazionalità più rappresentata tra le minori non accompagnate. A seguire, 114 (4,0%) Costa d'Avorio, 64 (2,2) Guinea.

I msna prevalentemente sono accolti in Sicilia, Lombardia e Emilia Romagna che rappresentano quasi la metà di tutti i minori non accompagnati accolti, il 43,8%.

 A seguito dell’istituzione del SIM è possibile elaborare anche i dati relativi all’ingresso (o all’eventuale allontanamento) dei MSNA su base mensile.

I minori non accompagnati, entrati nel sistema di accoglienza su base mensile sono 2.046, di cui 1.539 (75,2%), a seguito di eventi di approdo, i restanti 507, pari al 24,8% sono entrati nel sistema di accoglienza a seguito di ritrovamenti sul territorio.

I msna usciti di competenza sono 1.353 di cui 867 per il compimento della maggiore età, 459 per allontanamento e 27 per altre motivazioni (rintraccio dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili, accertamento della maggiore età, affido, relocation, rimpatrio volontario assistito e rientro in patria).

Il 32,3% dei nuovi ingressi è rappresentato da minorenni provenienti dall' Egitto (660), a seguire Tunisia 248 (12,1%), Guinea 224 (10,9).

 Scarica il  report mensile sui minori stranieri non accompagnati

Leonardo Cavaliere

 

20.681 i minori non accompagnati accolti dal sistema di accoglienza nazionale. La maggior parte proviene dall'Egitto, seguito da Ucraina e Tunisia

PH: Antonio Sempere Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche...
Refugees Welcome Italia
Farah and Sekou, two young migrants from Somalia and Guinea, with their Italian mentors, Francesca and Annalisa


L'UNICEF e Refugees Welcome Italia hanno lanciato oggi le linee guida per il mentoring, un modello di affiancamento che coinvolge la società civile a sostegno dei giovani migranti e rifugiati appena diventati maggiorenni, al fine di supportarli nel loro percorso in Italia e favorire la loro inclusione sociale.

È di fondamentale importanza sostenere i giovani migranti e rifugiati durante la transizione all'età adulta, garantendo che le cure e la protezione ricevute fino a quel momento, così come i percorsi di inclusione sociale, non vengano interrotti. Ogni ragazzo e ragazza deve poter realizzare il proprio potenziale e diventare un cittadino attivo. Questa questione diventa particolarmente rilevante quando si tratta di minori stranieri non accompagnati, cioè bambini e adolescenti che arrivano in Europa senza figure adulte di riferimento.

Al momento, nel 2023, ci sono oltre 19.600 minori stranieri non accompagnati ospitati nel sistema di accoglienza in Italia. La maggioranza di questi giovani (circa il 69%) ha tra i 16 e i 17 anni, il che significa che sono adolescenti molto vicini al raggiungimento della maggiore età. Il compimento dei 18 anni ha conseguenze legalmente rilevanti per loro, poiché comporta modifiche negli obblighi dello Stato nei loro confronti, in quanto formalmente diventano adulti.

Il progetto di mentoring chiamato "Fianco a Fianco", lanciato nel 2020 dall'UNICEF e Refugees Welcome Italia, risponde a questo bisogno, promuovendo la mobilitazione della società civile a favore dei giovani neo-maggiorenni per favorire la loro inclusione nella comunità ospitante. Il mentore è una persona con cui è possibile creare una relazione significativa basata sulla fiducia reciproca, in un momento delicato come la transizione all'età adulta. Finora, il progetto ha coinvolto 4 città italiane e seguito il percorso di 144 mentori e 144 giovani. Allo stesso tempo, nuovi attivisti si stanno formando per ampliare l'ambito del mentoring, incluso il coinvolgimento delle risorse del volontariato del Comitato Italiano per l'UNICEF.

Le Linee Guida per il Mentoring, le prime in Italia su questo argomento, sono state sviluppate per definire il modello e organizzare le esperienze sul campo, fornendo strumenti che consentano di replicare l'esperienza. Ciò include le modalità di coinvolgimento dei mentor e dei mentee, la formazione, i criteri per l'abbinamento e il tipo di accompagnamento necessario per sostenere la relazione, e così via.

"Le linee guida sono il risultato di una sperimentazione che dimostra come il supporto individuale di un adulto possa avere un impatto significativo sui percorsi di vita di adolescenti e giovani adulti, e fornisce indicazioni per la replicabilità di percorsi simili, basati sulla mobilitazione della società civile a favore dei giovani migranti e rifugiati", afferma Sarah Martelli, Coordinatrice ad interim della risposta UNICEF in Italia.

"L'esperienza del progetto Fianco a Fianco dimostra come le reti informali di sostegno siano complementari a quelle formali e altrettanto fondamentali nel promuovere l'inclusione di giovani migranti e rifugiati. Le linee guida mirano a sistematizzare questa pratica, in modo che cresca e si diffonda sempre di più", conclude Fabiana Musicco, direttrice di Refugees Welcome Italia.

 Linee guida per il mentoring

rielaborazione del comunicato stampa.

Le linee guida per il mentoring. Un aiuto concreto ai giovani migranti e rifugiati durante la transizione all'età adulta.

Refugees Welcome Italia Farah and Sekou, two young migrants from Somalia and Guin...


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Secondo il rapporto annuale dell'Internal Displacement Monitoring Centre, alla fine del 2022 il numero di sfollati interni nel mondo è salito del 20% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 71,1 milioni di persone. Il movimento di coloro che scappano da zone di conflitto o da luoghi colpiti da gravi cambiamenti climatici è aumentato, con il 2022 che ha segnato numeri record: 60,9 milioni di persone in movimento, ovvero il 60% in più rispetto al 2021.

Il 62,5 milioni di sfollati sono causati da conflitti armati, mentre gli effetti del cambiamento climatico hanno costretto 8,7 milioni di persone a scappare dalle proprie case. La guerra in Ucraina ha provocato 17 milioni di sfollati, mentre le inondazioni in Pakistan ne hanno causati 8,2 milioni.

Tre quarti degli sfollati interni del mondo vivono in soli dieci paesi, come Siria, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Ucraina, Colombia, Etiopia, Yemen, Nigeria, Somalia e Sudan. La guerra e la violenza hanno provocato 28,3 milioni di sfollati interni in tutto il mondo nel 2022, con nove milioni di sfollati che vivono in Africa sub-sahariana, con la Repubblica Democratica del Congo in testa con quattro milioni di persone e l'Etiopia con poco più di due milioni.

Il numero di sfollati a causa degli eventi atmosferici estremi è aumentato del 40% rispetto al 2021, raggiungendo i 32,6 milioni. La siccità nel Corno d'Africa ha provocato 2,1 milioni di movimenti umani, di cui 1,1 milioni nella sola Somalia, alimentando un grave problema di insicurezza alimentare in tutta la regione.

In Africa, la siccità alimenta la competizione per l'acqua e le risorse naturali, provocando conflitti legati alla proprietà del bestiame o dei terreni agricoli che hanno bloccato le migrazioni stagionali e innescato ulteriori sfollamenti. A gennaio 2023 la Banca africana per lo Sviluppo ha ospitato il vertice "Feed Africa", per bloccare le cause degli spostamenti delle persone, condividendo pratiche per bloccare l'insicurezza alimentare e la mancanza di accesso ai servizi sanitari di base.  Leggi il REPORT. Leonardo Cavaliere
 

Record mondiale di sfollati interni: il numero sale del 20% in un anno! Conflitti e cambiamenti climatici spingono 71,1 milioni di persone fuori casa.

copyright Refworld Secondo il rapporto annuale dell'Internal Displacement Monitoring Centre, alla fine del 2022 il numero ...



Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiornato al 28 Febbraio 2023, i minori non accompagnati accolti dal sistema di accoglienza nazionale sono 19.422.

 I maschi sono 16.542 pari all’85,2% di tutti msna, le femmine sono 2.880 pari al 14,8%.

 L’età dei minori vede una netta prevalenza di msna di 17 anni (8.851) pari al 45,6%, seguiti dai sedicenni, 4.593 (23,6%), fascia d’età 7-14 ANNI (3.351) pari a 17,3%, 15 ANNI 2.112 (10,9%) e msna fino a 6 ANNI 515 pari al 2,7%.

 A differenza dei maschi, la maggior parte delle femmine hanno tra i 7-14 ANNI 1.375 pari al 47,7% con una nettissima prevalenza di bambine e ragazze provenienti dall’Ucraina (85,1%).

 Sono 4.819, pari al 24,8%, i minori non accompagnati provenienti dall’Ucraina censiti al 28 Febbraio nel sistema informativo Minori (SIM) della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (SIM), istituito dalla Legge 47/2017 per monitorare e censire la presenza dei minori non accompagnati (MNA) sull'intero territorio nazionale. Più della metà, 2.450 sono bambine e ragazze.

 I msna prevalentemente sono accolti in Sicilia, Lombardia e Emilia Romagna che rappresentano quasi la metà di tutti i minori non accompagnati accolti, il 43,8%.

 A seguito dell’istituzione del SIM è possibile elaborare anche i dati relativi all’ingresso (o all’eventuale allontanamento) dei MSNA su base mensile.

 I minori non accompagnati, entrati nel sistema di accoglienza a seguito di ritrovamento sono 446, pari al 34,5% del totale, i restanti 847, pari al 65,5% sono entrati nel sistema di accoglienza a seguito di approdi.

 I msna usciti di competenza sono 1.279 di cui 850 per il compimento della maggiore età, 371 per allontanamento e 58 per altre motivazioni (rintraccio dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili, accertamento della maggiore età, affido, relocation, rimpatrio volontario assistito e rientro in patria).

 Il 42,3% dei nuovi ingressi è rappresentato da minorenni provenienti Guinea, Costa D’Avorio, Egitto

 Scarica il  report mensile sui minori stranieri non accompagnati

Leonardo Cavaliere



19.422 msna accolti in Italia, al 28 Febbraio 2023. Ucraina, Egitto e Tunisia le nazionalità più rappresentate.

Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Socia...

Foto di Alessio Romenzi

 Oltre centomila minori stranieri non accompagnati sono arrivati sulle coste italiane negli ultimi anni. Questo è il dato allarmante che emerge da una recente inchiesta condotta da Save the Children. Secondo l'organizzazione, questa è una crisi umanitaria senza precedenti e richiede una risposta urgente da parte delle autorità italiane e dell'Unione Europea.

La maggior parte di questi minori proviene da paesi in guerra, come la Siria, l'Afghanistan e l'Eritrea, oppure da paesi in cui la povertà estrema e la mancanza di opportunità li spingono a cercare fortuna altrove, come in Africa subsahariana. Sono ragazzi e ragazze tra i 14 e i 17 anni che hanno dovuto affrontare viaggi lunghi e pericolosi attraverso deserti, mari e montagne, e che spesso hanno subito abusi e violenze lungo il percorso.

Una volta arrivati in Italia, questi minori si trovano in una situazione di grande vulnerabilità. Non hanno famiglia o amici a cui rivolgersi, non conoscono la lingua e non hanno esperienza della vita in un paese straniero. Spesso si trovano in strutture di accoglienza sovraffollate e poco attrezzate, dove la qualità dell'assistenza medica e psicologica è spesso carente. Molti di loro sono costretti a dormire per strada o a cercare rifugio in luoghi pericolosi, come le stazioni ferroviarie o le spiagge.

Save the Children sostiene che questa situazione richiede una risposta urgente da parte delle autorità italiane e dell'Unione Europea. In primo luogo, è necessario garantire un'accoglienza dignitosa a questi ragazzi, fornendo loro alloggi sicuri e adeguati, assistenza medica e psicologica, e servizi di sostegno per l'istruzione e l'inserimento lavorativo. Inoltre, è importante rafforzare i programmi di ricongiungimento familiare, in modo che questi ragazzi possano essere ricongiunti con i loro genitori o altri parenti nel paese d'origine.

Ma la soluzione a lungo termine di questa crisi umanitaria va oltre la sola Italia. L'Unione Europea deve assumersi la sua responsabilità nell'accogliere questi minori e sostenere i paesi di cui sono originari, promuovendo la pace e lo sviluppo economico e sociale. Inoltre, è necessario rivedere il sistema di asilo europeo, in modo che sia più equo e solidale, e che preveda procedure rapide ed efficaci per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Inoltre, è importante sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di proteggere i diritti dei minori stranieri non accompagnati e di garantire loro un'accoglienza dignitosa. Molte organizzazioni non governative, come Save the Children, stanno lavorando attivamente su questo tema e promuovono iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere fondi per sostenere i minori in difficoltà.

È importante anche sottolineare l'importanza della cooperazione tra gli Stati e le organizzazioni internazionali. Solo attraverso una collaborazione efficace sarà possibile affrontare questa emergenza umanitaria in modo adeguato e garantire il benessere dei minori stranieri non accompagnati che arrivano sulle coste italiane.

In conclusione, la situazione dei minori stranieri non accompagnati che arrivano sulle coste italiane rappresenta una sfida umanitaria senza precedenti. È importante che le autorità italiane e dell'Unione Europea assumano la loro responsabilità nell'accoglienza e nella protezione di questi ragazzi, garantendo loro un'accoglienza dignitosa e servizi di sostegno adeguati. Allo stesso tempo, è necessario promuovere la pace e lo sviluppo nei paesi d'origine dei minori e rivedere il sistema di asilo europeo per renderlo più equo e solidale. Solo attraverso una collaborazione efficace tra gli Stati e le organizzazioni internazionali sarà possibile porre fine a questa emergenza umanitaria e garantire un futuro migliore per questi ragazzi.

Scarica il rapporto Nascosti in piena vista frontiera Sud

Leonardo Cavaliere


Nascosti in piena vista - Frontiera Sud. Minori migranti in viaggio (attra)verso l'Europa.

Foto di Alessio Romenzi  Oltre centomila minori stranieri non accompagnati sono arrivati sulle coste italiane negli ultimi anni. Questo è il...

Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiornato al 31 Gennaio 2023, i minori non accompagnati accolti dal sistema di accoglienza nazionale sono 19.333.

I maschi sono 16.424 pari all’85% di tutti msna, le femmine sono 2.909 pari al 15%.

L’età dei minori vede una netta prevalenza di msna di 17 anni (8.729) pari al 45,2%, seguiti dai sedicenni, 4.636 (24%), fascia d’età 7-14 ANNI (3.349) pari a 13,3%, 15 ANNI 2.093 (10,8%) e msna fino a 6 ANNI 526 pari al 2,7%.

A differenza dei maschi, la maggior parte delle femmine hanno tra i 7-14 ANNI 1.389 pari al 47,7% con una nettissima prevalenza di bambine e ragazze provenienti dall’Ucraina.

Sono 4.897, pari al 25,3%, i minori non accompagnati provenienti dall’Ucraina censiti al 31 Gennaio nel sistema informativo Minori (SIM) della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (SIM), istituito dalla Legge 47/2017 per monitorare e censire la presenza dei minori non accompagnati (MNA) sull'intero territorio nazionale. Più della metà, 2.498 sono bambine e ragazze.

I msna prevalentemente sono accolti in Sicilia, Lombardia e Emilia Romagna che rappresentano quasi la metà di tutti i minori non accompagnati accolti, il 42,9%.

A seguito dell’istituzione del SIM è possibile elaborare anche i dati relativi all’ingresso (o all’eventuale allontanamento) dei MSNA su base mensile.

I minori non accompagnati, entrati nel sistema di accoglienza a seguito di ritrovamento sono 744, pari al 62,6% del totale, i restanti 444 sono entrati nel sistema di accoglienza a seguito di approdi.

I msna usciti di competenza sono 2.105 di cui 1.609 per il compimento della maggiore età, 454 per allontanamento e 42 per altre motivazioni (rintraccio dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili, accertamento della maggiore età, affido, relocation, rimpatrio volontario assistito e rientro in patria).

Il 45,6% dei nuovi ingressi è rappresentato da minorenni provenienti da Egitto, Afghanistan e Guinea.

Scarica il  report mensile sui minori stranieri non accompagnati

Leonardo Cavaliere

19.333 msna accolti in Italia, al 31 Gennaio 2023. Ucraina, Egitto e Tunisia le nazionalità più rappresentate.

Dal report mensile sui minori stranieri non accompagnati pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiorna...
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