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Il 6 maggio si celebra per la prima volta la Giornata nazionale della Tutela Volontaria. Tra progressi normativi, l’ombra dei nuovi decreti e la cronica carenza di posti in affido, ecco lo stato dell’arte dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Italia.


Il 6 maggio 2017 segnò uno spartiacque per il diritto internazionale minorile in Italia: l’entrata in vigore della Legge 47/2017, meglio nota come "Legge Zampa". Fu il primo provvedimento in Europa a guardare ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) non come semplici migranti "irregolari", ma prima di tutto come bambini e adolescenti titolari di diritti specifici. Oggi, a nove anni da quella svolta, la rete nazionale "Tutori in Rete" ha scelto proprio questa data simbolica per istituire la prima Giornata nazionale della Tutela Volontaria, con l’obiettivo di rendere visibile un impegno civile che resta, ancora oggi, l’ultimo baluardo contro l'invisibilità di migliaia di giovani.

La fotografia del fenomeno: tra stabilità e nuove rotte

I dati più recenti restituiscono l’immagine di un fenomeno strutturale che non può più essere trattato come "emergenza" estemporanea. Al 31 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha censito 17.011 minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio nazionale. La demografia di questi giovani viaggiatori è netta: l’88,6% è di genere maschile, con una forte concentrazione nella fascia d'età prossima alla maturità, tra i 16 e i 17 anni (che rappresentano complessivamente oltre il 78% del totale).

Le rotte geografiche riflettono i mutamenti geopolitici globali. Se l’Egitto rimane il primo paese di origine (30,3%), seguito dall'Ucraina (17,4%), emergono con forza flussi dal Bangladesh e dal Gambia. Sul piano interno, la pressione dell'accoglienza ricade in gran parte sulla Sicilia, che ospita il 22% dei minori, seguita da Lombardia e Campania. Tuttavia, dietro questi numeri si nasconde una sfida logistica e umana: l'accesso a un sistema di tutela che sia davvero personalizzato.

Il cuore della norma: la figura del tutore volontario

La Legge 47/2017 ha introdotto il tutore volontario per i minori stranieri non accompagnati. Non un avvocato o un funzionario pubblico, ma un comune cittadino, formato e nominato dal Tribunale per i minorenni, per rappresentare legalmente il ragazzo e, soprattutto, per accompagnarlo nel suo percorso di crescita. Come sottolineato da "Tutori in Rete", il ruolo del tutore va ben oltre la firma di un documento: è un ponte verso la scuola, i servizi sanitari e, infine, l’autonomia.

Nonostante l’aumento del 10% del numero di tutori nell'ultimo anno, la richiesta di "un tutore per ogni minore" rimane ancora in parte un’utopia. Senza questa figura, il minore rischia di perdersi nei meandri di una burocrazia che spesso ignora le specificità dei traumi migratori.

Criticità e "opportunità mancate"

Nonostante il prestigio della Legge Zampa, l'applicazione pratica sconta gravi ritardi. Il nodo principale resta l’affidamento familiare. Sebbene la norma lo indichi come via preferenziale, i dati del 2025 mostrano che solo il 4% dei minori soli è accolto in famiglia; la stragrande maggioranza vive ancora in strutture comunitarie o centri di prima accoglienza. Questa "opportunità mancata" rallenta i processi di integrazione profonda che solo un contesto familiare può garantire.

A ciò si aggiunge il clima normativo restrittivo degli ultimi anni. Organizzazioni come Save the Children e l’UNHCR hanno espresso preoccupazione per l’impatto dei Decreto Cutro e le nuove norme sulla sicurezza, che rischiano di erodere gli standard di accoglienza. In particolare, desta allarme la possibilità di detenzione dei minori in centri per adulti in caso di saturazione delle strutture, una pratica già condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in sentenze recenti del 2026. Come ricordato dal Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), la tutela volontaria e il monitoraggio costante sono essenziali per evitare che la carenza di posti letto si traduca in una violazione sistematica dei diritti fondamentali.

Il salto verso la maggiore età: le buone pratiche

La vera sfida per un MSNA inizia allo scoccare dei 18 anni. Senza un solido sostegno, il passaggio alla maggiore età si trasforma spesso in una caduta nel vuoto burocratico. In questo contesto, alcune "buone pratiche" operative offrono una speranza concreta:

  • Progetti di semi-autonomia: Iniziative come "Percorsi" e "PUOI PLUS" sostengono l'inserimento lavorativo dei neo-maggiorenni attraverso tirocini e borse di studio.

  • Reti Transfrontaliere: L'adesione di Tutori in Rete all'European Guardianship Network (EGN) permette di gestire meglio le sfide dei minori che si spostano tra diversi Stati membri dell’UE, garantendo una continuità della tutela.

  • Monitoraggio Agia: La nuova edizione del progetto di monitoraggio della tutela volontaria, finanziato dal Fondo FAMI 2021-2027, punta a standardizzare le competenze dei tutori su tutto il territorio nazionale.

Un impegno di cittadinanza

La Giornata nazionale della Tutela Volontaria non è solo un momento celebrativo, ma un appello alla società civile. Garantire un tutore a ogni minore significa riconoscere che questi ragazzi non sono "altri", ma parte integrante del futuro del nostro Paese. La strada tracciata dalla Legge Zampa è quella corretta, ma perché non rimanga una legge "di carta", serve un investimento coraggioso nell'affido familiare e una semplificazione delle procedure di nomina dei tutori. Una società più giusta, come ricorda il comunicato di Tutori in Rete, si costruisce non lasciando soli i più vulnerabili.

 

Leonardo Cavaliere 

Un tutore per ogni ragazzo: la scommessa italiana sui minori soli nove anni dopo la Legge Zampa

Il 6 maggio si celebra per la prima volta la Giornata nazionale della Tutela Volontaria. Tra progressi normativi, l’ombra dei nuovi decreti ...

 

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha portato a termine il quarto monitoraggio nazionale di rilevazione statistica relativo allo stato di attuazione del sistema della tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia, come disposto dall’articolo 11 della legge 7 aprile 2017, n.47.

La rilevazione si riferisce ad arco temporale che va dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, durante il quale i minori stranieri sono aumentati del 73%, a fronte di una sostanziale stabilità dei tutori volontari iscritti negli elenchi dei tribunali per i minorenni. (-0,35% rispetto allo stesso periodo del 2021).

I minori stranieri non accompagnati censiti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali al 31 dicembre 2021 si attestano a 12.284 (erano 7.080 nel 2020): 9 su 10 sono maschi, in prevalenza diciasettenni (62,1%) e accolti per lo più nel sud e nelle isole (55,48%,). La Sicilia, da sola, ne accoglie il 28% (3.466). 

Il numero totale dei tutori è 3.457 (nel 2020 3.469), che risultano residenti in prevalenza nelle circoscrizioni dei tribunali per i minorenni di Roma (439), Venezia (309), Milano (305), Torino (268) e Palermo (208). Nel resto della Sicilia i tutori sono 188 a Catania, 35 a Messina, 27 a Caltanisetta, per un totale su base regionale di 458. Prevalgono - tra i tutori italiani - il genere femminile (67%), il titolo di studio universitario (65,18%) e l’età tra 46 e 60 anni (41,70%). Da segnalare l’aumento dei tutori under 36, in particolare di quelli tra i 18 e i 24 anni che passa da zero all’11,55%. Nel corso dell’anno, dopo il calo legato alla pandemia del 2020, sono stati tenuti 13 corsi dai garanti regionali e delle province autonome.

Gli abbinamenti tutore-minore straniero accettati nel 2021 sono stati complessivamente 5.737. Ogni tutore, per legge, può essere abbinato al massimo a tre minorenni, “salvo che sussistano specifiche e rilevanti ragioni” come recita la legge. Le ragioni più frequenti per le quali i tutori volontari non hanno accettato le proposte di abbinamento sono: problemi di lavoro (il 73,31% dei tutori è occupato), motivi personali e/o di salute, mancanza di risorse personali, lontananza del domicilio del minore.  La maggior parte dei minori abbinati a un tutore è collocata in strutture di accoglienza, diminuisce lievemente la percentuale dei minorenni in affido familiare, che passa dal 3% all’1%.

Per consultare il rapporto vai alla sezione dedicata o scarica il file

Fonte: Pubblicato il quarto rapporto di monitoraggio sullo stato di attuazione del sistema della tutela volontaria | Tutore Volontario (garanteinfanzia.org)

Quarto rapporto di monitoraggio sullo stato di attuazione del sistema della tutela volontaria.

  L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha portato a termine il quarto monitoraggio nazionale di rilevazione statistica relativo...

Resi noti oggi i risultati della sperimentazione condotta da UNICEF, UNHCR, Consiglio Italiano per i Rifugiati -CIR e Centro Penc sui benefici dell’approccio tra pari nel supporto ai tutori volontari.
Tre anni fa, grazie alll’approvazione della legge 47/2017 – cosiddetta Legge Zampa –veniva istituita la figura del tutore volontario –come rappresentante legale e portavoce degli interessi dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia.
UNICEF, UNHCR e CIR sono stati fin da subito impegnati nel sostegno al nuovo sistema di tutela volontaria, in collaborazione con le autorità locali e l’Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza.
Tra il 2017 e la fine del 2019 sono stati oltre 3000 i tutori formati, 450 solo in Sicilia che fino all’anno scorso ospitava circa il 40% dei minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro Paese.
Per supportare questa nuova figura nel complesso percorso di tutela degli interessi del minore, sono stati sperimentati tra giugno e novembre del 2019 dei gruppi di supporto tra pari (peer to peer) che hanno coinvolto circa 18 tutori tra Palermo e Catania. Obiettivo della sperimentazione è stato facilitare lo scambio di esperienze e di informazioni riguardo le procedure e le diverse prassi del percorso di inclusione dei minori stranieri non accompagnati. Al centro del dibattito, le sfide nella relazione con il minore, i rapporti con i centri d’accoglienza e con gli attori responsabili della presa in carico dei bisogni delle ragazze e dei ragazzi.
La sperimentazione ha evidenziato come il supporto tra pari possa essere efficace e sostenibile nel caso dei tutori volontari. Chi ha partecipato ai gruppi ha riportato di aver avuto la possibilità di chiarire il proprio ruolo, di condividere strategie efficaci per favorire i percorsi dei minori non accompagnati e di aver fatto luce sui numerosi risvolti, anche emotivi, che caratterizzano la relazione con i propri tutelati. Oggi l’attività sta andato avanti anche a distanza, a prova del fatto che tale metodologia può essere applicata anche in contesti meno favorevoli come quello attuale legato all’emergenza sanitaria.
“L’UNICEF investe nella figura del tutore volontario come ulteriore garanzia per la protezione del minore. L’esperienza in Italia ha dimostrato quanto sia importante supportare i tutori volontari nelle sfide che si trovano davanti: dai percorsi legali all’accompagnamento nella delicata fase di transizione all’età adulta dei minori stranieri non accompagnati fino alla loro inclusione sociale e al supporto specifico in caso di vulnerabilità. L’approccio tra pari favorisce la condivisione di vissuti, di difficoltà ma anche di strategie, con ripercussioni positive nella relazione tra tutore/tutelato” ha dichiarato Anna Riatti, Coordinatrice UNICEF del programma per bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia.
“Il supporto fornito dai tutori volontari è fondamentale per garantire il benessere dei minori stranieri non accompagnati – ha dichiarato Roland Schilling, Rappresentante UNHCR per l’Italia, Santa Sede e San Marino – per questo motivo dal 2017 UNHCR opera per sostenere l’iniziativa  attraverso la società civile ed insieme all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, dando priorità alla partecipazione diretta e all’ascolto dei minori, che hanno contribuito in prima persona alla formazione dei tutori volontari e fornito preziosi contributi per l’analisi e il miglioramento del Sistema”.
A tre anni dall’entrata in vigore della legge Zampa, che istituiva la figura del tutore, UNICEF, UNHCR e CIR chiedono alle Autorità nazionali responsabili del sistema di protezione dei minori, di:
  • Precisare chiaramente, in fase di adozione dei decreti attuativi della L. 47/2017, le metodologie per la valutazione del superiore interesse del minore, specificando il ruolo del tutore volontario; favorire il coinvolgimento della figura da parte degli altri attori coinvolti nel sistema di tutela dei minori; promuovere una riforma legislativa che identifichi in modo chiaro quale sia l’Istituzione che deve garantire il supporto ai tutori volontari nell’esercizio delle sue funzioni, anche attraverso l’investimento di adeguate risorse finanziarie.
Si chiede inoltre all’Autorità Nazionale Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza:
  • Di promuovere il modello di supporto peer-to-peer a livello nazionale, anche attraverso le unità operative presenti all’interno del progetto FAMI “Monitoraggio della tutela volontaria per MSNA in attuazione dell’art. 11 L. 47/2017”; di farsi portavoce delle istanze presentate dai tutori e di promuovere la condivisione e disseminazione delle buone prassi presenti con riguardo alle reti informali tra tutori volontari.
Si chiede infine agli attori parte del sistema di tutela dei minori a livello locale:
  • Di promuovere l’implementazione del modello in altri contesti territoriali; complementare i servizi di supporto già esistenti con percorsi di supporto peer-to-peer; e promuovere una legislazione ed una raccolta dati che tenda conto della fase di transizione all’età adulta.
 Comunicato congiunto Unicef - UNHCR - CIR

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I Minori Stranieri non Accompagnati


Minori stranieri non Accompagnati: L’approccio tra pari la chiave per il supporto ai tutori volontari

Resi noti oggi i risultati della sperimentazione condotta da UNICEF, UNHCR, Consiglio Italiano per i Rifugiati -CIR e Centr...
Quest'oggi è stata presentata da Save The Children la prima guida per Tutori Volontari di Minori Stranieri non Accompagnati.
Nell'introduzione si descrive l'intento di questa guida.
Dare supporto e aiuto ai Tutori per gestire al meglio alcune delle questioni che potranno trovarsi ad affrontare durante lo svolgimento del compito. 
 "Ogni bambino e ogni adolescente che è arrivato solo in Italia cercando rifugio deve essere protetto e tutelato. In quanto minorenne, ognuno di loro ha il diritto di essere affiancato da un tutore che vigili e garantisca il rispetto dei diritti che la legge gli attribuisce."

Con l'introduzione della Legge 47/2017 il tutore volontario diventa il nuovo punto di riferimento per il minore straniero non accompagnato.

Il tutore volontario dovrà facilitare la crescita nella società di accoglienza e vigilare sulla tutela dei suoi diritti.

Dalla rilevazione della ONG, con la collaborazione di alcuni Garanti Regionali per l'Infanzia emerge che attualemente i tutori volontari per msna sono circa 2000. La maggior parte sono donne (3su 5) ed hanno un'età compresa tra i 40 e i 50 anni. La maggior parte ha conseguito una laurea in giurisprudenza, in disciline socioeducative e sanitarie.

La Guida per i Tutori Volontari di Minori Stranieri non Accompagnati

Quest'oggi è stata presentata da Save The Children la prima guida per Tutori Volontari di Minori Stranieri non Accompagnati . Nell...
Save the Children, a seguito di un'indagine nei centri CivicoZero di Roma, Milano e Torino ha elaborato 5 raccomandazioni da parte dei minori stranieri non accompagnati ai Tutori.

Nel progetto sono stati coinvolti 38 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 17 anni provenienti da Eritrea, Gambia, Guinea, Egitto, Marocco, Mali, Bangladesh, Ghana e Senegal, che hanno condiviso le proprie aspettative riguardo alla figura del tutore volontario, prevista dalla Legge 47/2017 sulla protezione dei minori non accompagnati.

Dai ragazzi sono arrivati 5 consigli molto utili, su cosa dovrebbe fare un tutore volontario:

- “Aiutarci per ottenere i documenti a cui abbiamo diritto, ma che non sempre otteniamo (passaporto, permesso di soggiorno, codice fiscale, tesserino sanitario, residenza, carta di identità).”

- “Venire a vedere il posto in cui viviamo e in che condizioni siamo accolti, mantenendo con noi un contatto costante per assicurarsi che le condizioni delle strutture in cui stiamo siano adeguate.”

- “Incontrarci e conoscere i nostri interessi e le nostre passioni (arte, sport, musica), così che possiamo seguirle anche qui in Italia.”

- “Instaurare con noi un clima di fiducia, rispettando sempre la nostra cultura, le nostre usanze, la nostra religione e facendoci conoscere le sue.”

- “Darci consigli per la scuola e guidarci nelle nostre scelte formative, aiutandoci nel passaggio alla maggiore età, così che possiamo essere pronti e non ritrovarci da soli o addirittura per strada.”

La cosa principale che un tutore volontario dovrà fare, secondo i ragazzi, è essere il punto di riferimento, una guida

Leonardo Cavaliere

Consigli ai Tutori da Parte dei minori non accompagnati

Save the Children , a seguito di un'indagine nei centri CivicoZero di Roma, Milano e Torino ha elaborato 5 raccomandazioni da parte de...
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che introduce modifiche alla disciplina della protezione internazionale e alle disposizioni in materia di minori stranieri non accompagnati (decreto legislativo 142/2015 e legge 47/2017). 
Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri, ora alla firma del Presidente della Repubblica

Il decreto attribuisce ai Tribunali per i minorenni la competenza a nominare il tutore del minore straniero non acompagnato, precedentemente era il giudice tutelare.

Attribuire il potere di nomina del tutore al Tribunale per i minorenni, a mio parere, è una scelta giusta e coerente. Ricordiamo che presso i Tribunali per il minorenni sono istituiti gli elenchi dei tutori.
Anche in ottica di economia processuale.
Questo passaggio di competenza dovrebbe accelerare la nomina dei tutori e garantire una maggiore e più rapida tutela del minore.

Minori stranieri non accompagnati: Al Tribunale per i minorenni la competenza sulla nomina del tutore, adesso c'è il decreto legislativo

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che introduce modifiche alla disciplina della protezione internazionale e a...
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